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Falcone e Borsellino offesi a “Realiti”, Maria Falcone: ‘Imbecille che vomita stupidaggini’

La sorella del giudice ucciso a Capaci commenta quanto accaduto nel corso del talk show Rai di Enrico Lucci “Realiti”, quando due cantanti neomelodici catanesi hanno offeso la memoria di Falcone e Borsellino: “L’imbecille sparisce davanti al mare di intelligenza delle persone perbene che in Sicilia e in Italia scattano indignate”.
A cura di Andrea Parrella
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Non accennano a placarsi le polemiche per il caso sollevato dalla prima puntata di "Realiti", il talk show condotto da Enrico Lucci su Rai2, durante la quale due cantanti neomelodici catanesi hanno offeso la memoria di Falcone e Borsellino, provocando un terremoto a viale Mazzini e soprattutto la scelta di prendere provvedimenti immediati nei confronti del programma, che da questa settimana andrà in onda in seconda serata, in formato ridotto e non più in diretta.

A dire la sua nelle scorse ore, interprellata dal Corriere della Sera, Maria Falcone, sorella del giudice rimasto ucciso nella strage di Capaci: "Ma dobbiamo davvero parlare di un imbecille del genere che vomita stupidaggini in tv? – si chiede inizialmente – se la sono andata a cercare". Maria Falcone, che ammette di non aver visto in diretta il momento specifico di "Realiti" (la puntata è stata opportunamente rimossa dalla piattaforma RaiPlay) si rifugia nella speranza che momenti di questo tipo, in televisione, non possano far altro che suscitare sdegno, più che ammirazione: "L’imbecille sparisce davanti al mare di intelligenza delle persone perbene che in Sicilia e in Italia scattano indignate".

La sorella di Giovanni Falcone plaude poi alla scelta della Rai di stigmatizzare il momento specifico, ma si augura che in futuro ci sia "un controllo da parte di autori e conduttori di trasmissioni che tanto impatto hanno sull’opinione pubblica e sulla formazione delle coscienze. Occorre massima attenzione quando si affrontano temi così importanti". Infine si sente di mandare un messaggio alle persone che hanno offeso la memoria di suo fratello e del giudice Borsellino:

A loro e a quanti li ascoltano senza capire che sbagliano, bisognerebbe spiegare che tante vittime di mafia come Giovanni e Paolo sono morti per assicurare a tutti, anche a loro, una vita senza mafia, una vita degna.

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