Fabrizio Corona è tornato in tv, dopo quattro lunghi anni di assenza. Non è più il re dei paparazzi, ma oggi – dopo tre anni di carcere e circa un anno in affidamento ai servizi sociali – è di nuovo un personaggio televisivo, grazie all'ospitata al Maurizio Costanzo Show. La puntata andrà in onda domenica 8 maggio su Rete 4, ma è già stata registrata. "Ringrazio innanzitutto il mio magistrato di sorveglianza di Milano che mi ha tutelato limitandomi quando non ero ancora pronto per parlare, adesso lo sono", ha esordito Corona nel suo intervento nel programma di Costanzo, durante il quale si è confrontato con altri ospiti tra cui Vittorio Feltri, Gianluca Nuzzi, Enrica Bonaccorti, Paolo Graldi, Antonella Borallevi Giuseppe Guastalla, Carmelo Abbate e Alessandro Cecchi Paone.

A poco meno di un anno dalla scarcerazione avvenuta a giugno 2015, Corona è tornato a essere un uomo quasi libero. Non è più in comunità, ma è tornato a casa lo scorso ottobre e, dopo questi mesi di silenzio (nei quali aveva l'assoluto divieto di intervenire in tv o su altri media), ha di nuovo il permesso di concedere interviste, sebbene il suo debito con la giustizia non sia ancora del tutto risolto: "Ho un residuo di pena di 5 anni, sono in affidamento e questo è avvenuto senza regalarmi niente, perché lo prevede la leggeLa prima è stata rilasciata a "Chi", ma il ritorno in tv è probabilmente uno dei momenti più attesi dal pubblico negli ultimi tempi.

"Non sono un criminale, i media mi hanno dipinto così"

Davanti a Costanzo, Corona ha raccontato il periodo della fuga che ha preceduto il suo arresto:

Mi pento, la responsabilità è tutta mia. Sono stati sei mesi maledetti in cui ho combinato cose allucinanti, ma da qui a essere considerato un criminale ce ne passa. Ho pagato e sto pagando la mia colpa, non sono qui per dire che sono innocente. Non mi sento invidiato, non posso esserlo perché mi manca la libertà.

L'ex fotografo dei vip ha quindi risposto alle domande dei giornalisti presenti nel parterre:

In carcere si passa il tempo a leggere, a guardare la tv, impari il peso della parola, cosa che in televisione molto spesso non avviene perché la si usa solo per fare show. Non ho mai desiderato essere di esempio per qualcuno e non mi considero un cattivo esempio per i giovani. Se si conosce davvero la mia storia non si può pensarlo, i media hanno fatto di me questa persona. È vero a volte ho deviato magari su strade non giuste, ma sono un uomo cresciuto nel pieno rispetto del lavoro, dei soldi, del sacrificio.

Corona e le droghe: "La più grave malattia per i giovani"

È un Corona che dice "Ho imparato a difendermi da me stesso e a credere nelle istituzioni" quello si racconta da Costanzo. Un Corona che si sente rinato e racconta senza remore i problemi avuti con la droga:

Ragazzi, non drogatevi, io mi sono rovinato la vita. Se uno la prova all'inizio deve avere la forza di fermarsi per uscirne. È normale quando hai quei ritmi di vita come i miei prima dell'arresto. Ammetterlo è stato difficilissimo. Ma poi capisci che se tiri fuori le tue debolezze, questo ti aiuta a riscattarti. Ho avuto la fortuna di avere un assistente sociale che mi ha fatto diventare una persona migliore. Ho cominciato pochi mesi prima del mio arresto per poi ripiombarci. Non sono soltanto l’uomo sicuro di sé che vedete in tv, ho anche io le mie paure e debolezze. Ho avuto la fortuna di avere un assistente sociale che mi ha accompagnato per tre anni e grazie anche alle cure terapeutiche sono tornato a rispettare anche le piccole cose banali. La droga è la più grave malattia per i giovani. Ci si sente più forti e non ci si rende conto del male che fa.

Un Corona che è risorto dalle sue ceneri grazie alle sofferenze del carcere e che oggi si sente pronto a ricominciare (citando persino Nietzsche):

Il carcere e la sofferenza potrebbero darmi quella credibilità che tutte le mie ‘imprese mediatiche' non hanno saputo darmi. Credo nella funzione rieducativa delle carceri ed essendo un sognatore anche lì ho sognato di costruire il mio futuro. Ci vuole il caos dentro di sé per partorire una stella danzante se riesco ad indirizzare questo caos saprò riscattarmi.

 

A sorpresa, Corona non cita mai la storia passata con Belen Rodriguez né il matrimonio con Nina Moric da cui è nato il figlio Carlos, facendo solo un riferimento ai suoi cari: "Ho un senso di responsabilità diverso rispetto a quello che avevo prima di andare in carcere, soprattutto verso le persone che mi hanno aspettato quando stavo dentro. A loro ho chiesto di aiutarmi a trovare la strada giusta e di guidarmi verso ciò che è bene. Sono un ragazzo come tutti che non può cambiare ma può migliorare". Un ricordo in particolare è affidato alla memoria del padre Vittorio, morto nel 2007:  "È stato sempre il mio punto di riferimento in questi anni".

Corona: "In Italia non si fa carriera con il talento"

Il momento più caldo della puntata è stato il litigio con Alessandro Cecchi Paone (neodirettore del Tg4). L'ex re dei paparazzi ha infatti accusato il giornalista di sfruttare la sua omosessualità dichiarata per avere visibilità: offeso, Cecchi Paone ha lasciato lo studio.

Cosa farà ora Corona? "Qualcosa che possa lasciare il segno, ho una mia agenzia fotografica ed esiste un archivio Corona che non brucerò perché ho la coscienza pulita. Ho studiato le leggi in carcere, e ho imparato quali sono i limiti entro cui puoi muoverti". Intanto, ha qualche frecciatina da lanciare al mondo del gossip contemporaneo, nell'era dei social:

Il problema del gossip di oggi è che non c’è più quella voglia di far notizia che avevo io. Noi costruivamo i personaggi a tavolino. In Italia non esiste una carriera attraverso il talento. Penso ad Emma (Marrone, ndr), ha raggiunto il suo massimo successo quando Belen si è fidanzata con Stefano (De Martino, ndr).

Su Belen, nient'altro. Il futuro è aperto. Ma una cosa è certa: "Io all’Isola dei Famosi? Non ci andrò, perché non posso andare all’estero".