La scomparsa dello storico dell'arte Philippe Daverio ha sorpreso il mondo della cultura e dello spettacolo. Della tv in particolare, visto che per i suoi modi di raccontare con semplicità e ironia era entrato a far parte della squadra di Striscia La Notizia. Philippe Daverio è morto a 71 anni, all'Istituto dei tumori di Milano. Curava la rubrica dedicata all'arte e al territorio. A poche ore dalla morte, il ricordo di Antonio Ricci, poi in giornata quello di Morgan, amico che lo ricorda come "Un uomo anti convenzionale". Non poteva mancare il messaggio del conduttore storico volto del tg satirico Ezio Greggio, che a Philippe Daverio ha dedicato un messaggio su Instagram:

Addio a Philippe Daverio che a @striscialanotizia ha raccontato in modo semplice e ironico l’arte e la storia italiana divertendoci e divertendosi. Ci mancherà, condoglianze alla sua famiglia.

L'ultimo servizio a Striscia la Notizia

Proprio nella mattina di ieri, i profili social del programma di Antonio Ricci hanno pubblicato il suo ultimo servizio sulle curiosità e i segreti sull'Opera di Parigi e sulla Gioconda e gli aneddoti su Raffaello Sanzio e Claude Monet. La peculiarità dei servizi di Philippe Daverio per "Striscia la Notizia" era di andare a individuare musei e opere di alto interesse visitabili in maniera completamente gratuita.

Morgan ricorda Philippe Daverio

Morgan è stato a lungo legato al professore che definiva "un uomo anti convenzionale". Con lui, che era un amico e un grande maestro, condivideva la passione per i papillon. Lo ha raccontato il cantante, in un messaggio di addio al professore:

È morto Philippe Daverio, il professore, l’uomo di lettere e di divulgazione. Poco tempo dopo Giorello se ne va un altro pilastro della cultura italiana. Con lui condividevo la passione per i papillon che lui chiamava rigorosamente cravatta, perché aveva una precisione lessicale sbalorditiva. La cravatta non è quella cosa lunga che hanno tutti, la cravatta è una cosa da annodare che ha una forma di farfalla e oggi non sa più fare nessuno perché le vendono già annodate e le chiamano farfallino. Negli ultimi tempi ci scambiavamo le cravatte, così appagavamo la nostra vanità come bambini, ma una volta fatto il nodo allora si parlava seriamente e temo che sarà dura trovare un amico di pari livello perché Philippe aveva collezionato la cultura in modo anticonvenzionale proprio come la cravatta, e si era trovato ad essere uno scrigno di etimologie e di svelamenti. Milano e l’Italia ti ricorderanno con nostalgia ed orgoglio, professore. RIP