Erasmo Genzini è Erasmo Ferri nella fiction di Rai 1 Che Dio ci Aiuti. New entry in un cast ben assestato, ormai da ben sei stagioni, il giovane attore partenopeo si sta facendo conoscere dal pubblico, che ha avuto modo di vederlo già in altre fiction di successo sul piccolo schermo. Il suo è un personaggio piuttosto sfaccettato, capace di catturare la scena per la sua imprevedibilità, la risposta sempre pronta, ma soprattutto per la sensibilità nascosta da una spessa corazza, risultato di tanta sofferenza accumulata negli anni. Ne abbiamo parlato direttamente con lui.

Ti abbiamo visto lo scorso anno ne L'Isola di Pietro, adesso in Che Dio ci Aiuti, due fiction di successo che hanno immediatamente conquistato il pubblico. Come è stato entrare da protagonista principale in un lavoro arrivato già alla sua sesta stagione?

Senza dubbio ho avuto un grosso carico di responsabilità sulle spalle, entrare a far parte del cast di serie così lunghe e con storie già ben consolidate è sempre difficile, sopratutto se ci entri interpretando personaggi che quasi sempre distruggono tutto quello che di bello e limpido avevano costruito nelle stagioni precedenti. Ma probabilmente è proprio questo senso di responsabilità che mi permette di dare il massimo, questo è uno di quei lavori in cui non puoi permetterti di abbassare la guardia, mai.

Chiara Baschetti, Gianni Morandi, Alma Noce ed Erasmo Genzini ne L’Isola di Pietro
in foto: Chiara Baschetti, Gianni Morandi, Alma Noce ed Erasmo Genzini ne L’Isola di Pietro

La tua carriera è stata segnata da ruoli che in un certo qual modo si accomunano. Da Un posto al Sole, passando per Sotto Copertura, hai interpretato ragazzi “tormentati” che hanno voglia di riscatto. Come ti senti a vivere queste storie sullo schermo?

Felice. Avere la possibilità di vivere storie che possano far sentire meno sole tante persone è la cosa più bella di questo lavoro. La voglia di riscatto, il cambiamento e tanto cuore sono le tre caratteristiche che mi porto dietro negli ultimi tre progetti a cui ho preso parte, prima con Nicola in Sotto Copertura 2 poi con Diego nell’Isola di Pietro 2 e 3 e ora con Erasmo in Che Dio ci aiuti 6. La Lux Vide è molto brava in questo, riesce a dare speranza e riscatto ad ogni suo personaggio lasciando al pubblico tanti messaggi positivi. Spesso mi capita di leggere parole di ragazzi che mi ringraziano, che si sentono compresi, ed è bello, molto .

Anche Erasmo in Che Dio ci Aiuti è un ragazzo che cerca la verità, ma è il primo a nasconderla. Parlaci del tuo personaggio, cos’è che ti ha colpito di più? Cosa dobbiamo aspettarci?

Quello che mi ha colpito di più è sicuramente la sua solida corazza, quella che indossa in ogni momento della sua vita, perfettamente chiusa, ma che se toccata in piccoli e precisi punti riesce ad aprirsi come se non fosse mai stata agganciata. È un ragazzo deluso da ciò che la vita gli ha donato, carico di rabbia e di spiacevoli istinti, ma dal cuore grande come il sole. Questo è assolutamente il suo punto di forza. C’è da aspettarsi davvero tanto nelle prossime puntate. È imprevedibile.

Erasmo Ferri e la piccola Penelope in Che Dio ci aiuti
in foto: Erasmo Ferri e la piccola Penelope in Che Dio ci aiuti

Le vicende dell’intera stagione ruotano attorno al rapporto tra Erasmo e due donne: una è Suor Angela, l’altra è Ginevra. Come si evolveranno questi legami?

Con Suor Angela (Elena Sofia Ricci ndr.) ogni episodio aggiunge sempre un pizzico di curiosità e di confidenza in più. Personalmente la trovo una storia molto interessante e spero possa esserlo anche per il pubblico che avrà modo di guardarla in tutta la sua evoluzione, puntata per puntata. Con Ginevra (Simonetta Columbu ndr.), invece, si viene a creare un rapporto amichevole molto carino e spensierato. Ci saranno situazioni in cui entrambi cercheranno di scrollarsi di dosso i loro segni di appartenenza per godersi al meglio quest’amicizia.

Sia la prima che la seconda puntata sono state viste da più di sei milioni di persone. Cos’è che lega gli spettatori ad una fiction così longeva? 

Senza dubbio le storie che gli sceneggiatori riescono a scrivere e a reinventare ogni volta. Lo fanno così bene che entrano a pieno nelle case della gente creando quasi una dipendenza. In più Che Dio ci aiuti è divertente e allo stesso tempo emozionante, in un periodo del genere credo riesca a far dimenticare per un paio d’ore un po’ di problemi alle tante persone che la guardano .

Siete ancora sul set per terminare le ultime puntate. Come è stato lavorare in questo periodo di incertezze dovute alla pandemia? 

Sarebbe più semplice rispondere “complicato”, ma io dico “diverso”. Complicata è la situazione di chi un lavoro purtroppo non l'ha mai ricominciato o addirittura lo ha perso da quando la pandemia ha preso pieno possesso delle nostre vite.

Qual è il personaggio con il quale senti di essere cresciuto di più professionalmente? Dai piccoli ruoli degli inizi hai conquistato ruoli sempre più importanti, e non è scontato.

Professionalmente risponderei proprio con Erasmo Ferri, per il semplice fatto che ogni personaggio nuovo riesce a farti scoprire emozioni e attitudini diverse. Un altro grosso vantaggio di questo mestiere è che ti da la possibilità di guardare e riguardare come hai fatto certe scene, cosa migliorare ed è chiaro che dalla mia prima esperienza all’ultima ho cercato di limare delle piccole cose e di aggiungerne delle altre. Emotivamente, invece, il personaggio che mi ha colpito di più resta, per adesso, quello di Nicola Sasso in Sotto Copertura 2. È per me uno dei ricordi più belli della mia vita per diversi motivi: era il primo personaggio che ottenevo dopo anni di distacco totale da questo lavoro e perché con lui ho potuto raccontare una storia vera della mia terra.

Erasmo Genzini nel ruolo di Nicola Sasso in Sotto Copertura 2
in foto: Erasmo Genzini nel ruolo di Nicola Sasso in Sotto Copertura 2

Domanda di rito: finite le riprese, ci sono nuovi progetti all’orizzonte? 

Questo è un periodo in cui per un provino ci si candida con un self tape e non è una delle modalità che preferisco di più. Quei due minuti di tempo che hai per dimostrare a un casting director che tu possa essere più giusto rispetto ad un altro ti danno un’adrenalina che i self tape non daranno mai per quanto mi riguarda, ma purtroppo è un periodo difficile e bisogna adeguarsi. Nonostante questo sì, sto facendo provini nel frattempo, nulla di concreto da poter comunicare pubblicamente, ma spero di ritornare presto con un nuovo personaggio.