Una serata perfetta per "C'è posta per te", con un altro record di ascolti, rovinata dai soliti cretini. Enrico e Claudio, i due ragazzi tenerissimi e speciali che volevano realizzare il desiderio di conoscere e cantare con Emma Marrone, sono stati presi di mira dai soliti odiatori del web. L'accostamento tra i due ragazzini affetti da sindrome di Down agli elettori del Pd, solo perché la cantante salentina si è permessa di esprimere la sua opinione contro le parole e la politica violenta della Lega e di Matteo Salvini, è la traduzione e il risultato di questi tempi. Tempi bui in cui questi "appestatori", come li ha chiamati anche Enrico Mentana dal suo quotidiano Open, fanno vittime a colpi di insulti, senza nessuna pietà.

E mentre Emma Marrone paga la regola in vigore in questa era vigliacca, quella secondo cui un artista che parla di umanità può beccarsi solo gli insulti ("se è donna, anche peggio" scrive giustamente Francesco Raiola su Fanpage.it), gli uomini e le donne che riversano bile sui social network restano ancora una volta impuniti, tutti liberi di colpire ancora il prossimo bersaglio che si permette di parlare di inclusione, di rispetto per la vita altrui, di condivisione.

In "Black Mirror" ci siamo dentro. È questo lo scenario apocalittico che anni di fantascienza ci hanno predetto e prefigurato. Esprimi una opinione contraria alla massa? Sei messo alla gogna. Una volta, la specificità anche di pensiero veniva premiata, adesso viene presa a sassate. Servirebbe un reato specifico per chi odia sul web. Scrivi cazzate del tipo accostare due ragazzini affetti da sindrome di Down a elettori del Pd? Facebook ti piazza una striscia rossa sul nome, così tutti sapranno il cretino che sei. E magari passare oltre: via l'account, via lo smartphone e dritto in un ghetto virtuale. Non sarà un problema, visto che ghettizzare vi piace così tanto.