La nuova giuria di X Factor è il rimpasto perfetto, tra nomi sicuri come quelli di Manuel Agnelli e Mika, che ritornano dietro quella scrivania, e i nomi nuovi di Hell Raton e di Emma Marrone. Fatta eccezione per l'esordiente e sconosciuto ai più Manuelito (se non lo conoscete, ecco il suo identikit), le speranze sembrano tutte riposte nella cantante salentina, che sbarca a X Factor dopo essere nata, cresciuta e maturata definitivamente negli studi di Amici, talent che le ha dato i natali.

Sarà interessante vedere Emma Marrone rapportarsi al linguaggio di un talent con un pubblico completamente diverso, più raffinato ma certamente più esigente, di quello del talent di Canale 5 condotto da Maria De Filippi. E sarà una sfida per X Factor, che oltre ai già rodati Agnelli e Mika e alla novità di Hell Raton che dovrebbe attrarre il pubblico più giovane, punta su una scommessa ultra pop nella speranza che Emma Marrone rappresenti il cavallo di Troia per allargare il pubblico.

Un cambio di passo di cui il talent show di Sky ha bisogno per rompere gli argini e puntare a quell'evoluzione che permetta all'emittente satellitare di percepirsi più vicina alle generaliste e uscire dalla bolla, attendibile ma ristretta, di un solo pubblico di raffinati. In una parola, salvarsi, fare il grande passo per iniziare a "parlare alla gente in coda in posta". Mutazione simile a quella che si chiede ad Alessandro Cattelan, che di Sky è volto emblematico.

Per anni l'edizione italiana di X Factor è stata definita la migliore al mondo, parola dell'ideatore del format Simon Cowell. Al di là di azzardati paragoni transnazionali, non c'è dubbio che abbia giovato moltissimo a X Factor il passaggio da Rai 2 a Sky nell'era in cui l'emittente satellitare, approfittando dei limiti di una Tv generalista impolverata e politicizzata, ha costruito una sorta di egemonia culturale dal punto di vista televisivo. Il programma condotto da Alessandro Cattelan ha toccato vette molto alte per qualità di rappresentazione scenica e creatività.

Nelle ultime due edizioni, tuttavia, l'attenzione sembra andata scemando e diventa sempre più corposo il fronte che chiede a Sky di uscire dalla logica laterale e periferica. Emma Marrone, tra i paradigmi della tv commerciale dell'ultimo decennio, potrebbe essere alfiere di un'operazione di questo tipo.