È morto, all'eta' di 71 anni, il produttore televisivo Bibi Ballandi, noto per le sue innumerevoli trasmissioni di successo. Sui social il tamtam dei personaggi con cui ha lavorato, da Rosario Fiorello ad Antonella Clerici.

La storia di Bibi Ballandi

Bibi Ballandi era figlio di Iso, un ex tassista che iniziò ad accompagnare cantanti e orchestre in giro per l'Emilia-Romagna. Bibi Ballandi seguirà le orme del padre, diventerà manager di diversi artisti e lavorerà al fianco di grandi nomi come Al Bano, Orietta Berti, Nicola Di Bari, Caterina Caselli, Mina, Little Tony, Rita Pavone, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni e Pierangelo Bertoli. "Bandiera gialla", la famosa discoteca di Rimini, l'ha fondata lui.

Ballandi Multimedia, il sodalizio con Fiorello

Con la Ballandi Multimedia inizia la collaborazione con la Rai e con gli altri editori italiani. Produce i migliori one-man show della tv: quelli di Fiorello, Adriano Celentano, Gianni Morandi, Giorgio Panariello, Massimo Ranieri. E poi "Ballando con le stelle", con Milly Carlucci che ha scoperto in diretta della sua morte, "Ti lascio una canzone" e i principali eventi televisivi del sabato sera degli ultimi anni. Un personaggio totale per la storia della televisione.

La lotta contro il cancro

In una intervista a "Panorama" del 2011, raccontò la sua battaglia contro il tumore. Sei anni di malattia e poi ancora per altri due anni. Grande cattolico, ha sempre dichiarato di aver pregato tanto per superare il dolore.

Dopo 6 anni di malattia ne sono uscito. Dopo 60 chemioterapie, seguito da Antonio Maestri di Bologna, il tumore si è ripresentato nel 2008 al fegato. E lì altro angelo custode, il professor Elio Jovine. Non ho perso la forza, ho sempre lavorato e pregato. Sapevo che il Signore mi avrebbe aiutato. L’ultimo intervento me l’ha fatto il professor Maurizio Boaron e oggi sono fuori pericolo. Tanti muoiono perché dopo il primo intervento non fanno più controlli e la malattia li tradisce. La prevenzione è importante, fare tac, pet, ecografie serve. Per guarire ci vogliono pazienza e costanza. Poi ci vuole la purezza nella mente, nelle azioni e nelle intenzioni. E la modestia. La modestia è lo specchio dell’anima. Tutti gli artisti che lavorano con me hanno stili di vita tranquilli: volare bassi per schivare i sassi, dico sempre. La sofferenza la vivono tutti, c’è chi la tiene nascosta e chi la mostra. Ognuno reagisce a suo modo. «Scapperei lontano se avessi un tumore» mi dice Vasco. Grazie a Dio non ha un tumore.