Storicamente, i tre canali della Rai hanno sempre cercato di differenziare target e messaggio. Lo hanno fatto anche da un punto vista visivo quando, nel 1982, decisero di affidarsi a un nuovo studio grafico, associando un colore ad ognuno delle tre reti e una forma geometrica differente. I tre colori primari della tv, il blu per Rai1, il rosso per Rai2 e il verde per Rai3. E le loro forme geometriche: una sfera per il primo canale, quello che doveva idealmente dare un senso di sicurezza allo spettatore all'interno di una programmazione che rispecchiasse un approccio filo-governativo; un cubo per il secondo canale, a cui veniva affidata la responsabilità di innovare e raccogliere gli spettatori più giovani specchio di un sentimento di opposizione e un tetraedro per il terzo canale, avamposto culturale del servizio pubblico, libero da ogni ingerenza politica.

Perché questa premessa? Perché da quando la Rai è diventata a trazione sovranista, passati ormai da un pezzo gli anni dei loghi geometrici, sembra che anche una consuetudine eterna come questa, quella di una divisione di contenuti e ideologie nel rispetto del pluralismo, sia stata spazzata via. Abbiamo visto e sofferto per il Tg1 di Augusto Minzolini nell'era Berlusconi, quindi abbiamo spalle abbastanza larghe per poter dire che il Tg2 di Gennaro Sangiuliano è anche peggio. Non ce lo aspettavamo, non lo immaginavamo possibile.

Surreale e assurdo il servizio in cui si attacca Fabio Fazio per l'intervista al presidente francese Emmanuel Macron. "A noi tornano in mente le interviste ai capi di Stato, quelle vere" – chiosa il servizio a dire che l'intervista di Fabio Fazio è stata una intervista finta. Quello che è successo ci lascia sgomenti, trattandosi di un telegiornale e non di uno spazio d'opinione. L'opinione mascherata da informazione è una trasgressione alla deontologia, un tradimento allo spettatore. La Rai faccia qualcosa, intervenga per cambiare la rotta.

Pensavo fosse Striscia e invece era il Tg2. Perché i giudizi lanciati così, su un collega peraltro della stessa azienda, ci hanno ricordato gli attacchi del programma di Antonio Ricci, "Striscia la notizia" ai vari "Isola" e "Grande Fratello". Se così deve essere, meglio Ficarra e Picone, a sto punto.