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Don Zappino, confessore di Elena Ceste: “Non credo all’ipotesi di suicidio”

Don Roberto Zappino parla ai microfoni di Quarto Grado e ribadisce le sue perplessità in merito alle ipotesi di suicidio relative al ritrovamento del corpo di Elena Ceste.
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"Visto che dicono che quel luogo non ha mai più di mezzo metro d'acqua, mi sembra un posto un po' bizzarro per poterla far finita e quindi escluderei che si sia recata lì per annegarsi": queste le parole usate da don Roberto Zappino ai microfoni di Quarto Grado. Lui, che è stato il confessore di Elena e che ha raccolto i suoi ultimi segreti, come la procura d'Asti non crede all'ipotesi di suicidio e motiva le sue perplessità senza indugi. Elena Ceste, madre di ben quattro figli, scomparsa dal 24 gennaio 2014, è stata ritrovata canale di scolo della piana del Tanaro, in località Chiappa. Si sarebbe denudata e l'avrebbe fatta finita, questa sarebbe una delle prime piste da seguire, che però sin pare non convinca per niente, a causa delle eccessive incongruenze.

Il luogo del ritrovamento è stato ispezionato in ogni minimo angolo, ritenendolo a questo punto una fonte principale per eventuali indizi utili. Si tratta di un luogo difficile da raggiungere, totalmente ricoperto da canneti e arbusti, che probabilmente hanno contribuito all'occultamento del cadavere di Elena Ceste per ben nove mesi. I dati scientifici e l'autopsia sul corpo, che verrà eseguita stamattina nell'obitorio di Alba, riusciranno a rendere il quadro più completo e a suggerire una pista più concreta. Il parroco Roberto Zappino ha poi aggiunto: "Ho pensato fosse prematuro farmi sentire dalla famiglia, ci sono tre persone che hanno la precedenza in questo dolore. La cosa più difficile da accettare è che dei ragazzini così piccoli siano rimasti senza la madre. Per ora possiamo, oltre a pregare per Elena, pregare per Michele, i figli, i genitori e manifestare la nostra vicinanza nonostante lo shock e il dolore. […] La crisi quando c'è stata o è stata sottovalutata o intercettata dalle persone più vicine a lei. Il problema può essere stato poco considerato".

Intanto ieri mattina alle 7.45 la Procura ha notificato un avviso di garanzia al marito di Elena Ceste, Michele Buoninconti, sospettato dell’omicidio di sua moglie e del successivo occultamento del cadavere. Buoninconti per ora gode dell'appoggio della famiglia Ceste, che si dice convinta di credere alla sua buona fede e alla sua innocenza “fino a prova contraria”. Gli inquirenti hanno ipotizzato che Michele abbia potuto uccidere Elena a seguito di un brutto litigio, intorno alle 8.43, appena era rientrata dalla scuola dove aveva lasciato i loro figli. I litigi pare fossero legati ad una presunta gelosia del marito Michele, che era stato insospettito dalla lettura di alcuni sms ricevuti da sua moglie sul cellulare e provenienti da due suoi ex compagni di scuola.

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