Si chiude con la storia di Felice Tagliaferri la stagione di Che ci faccio qui, il programma di Rai3 pensato a diretto da Domenico Iannacone, che quest'anno sta raccontando l'Italia attraverso un viaggio che ha il corpo, e le sue diverse sfumature, come filo conduttore. L'ultima puntata del ciclo, in onda lunedì 21 dicembre alle 23,20 su Rai3,, riguarda proprio la vicenda a suo modo assurda di Tagliaferri, che Domenico Iannacone ha così descritto nel corso di una diretta con Fanpage.it in cui ha raccontato il percorso di Che Ci Faccio Qui quest'anno: "La storia di Felice Tagliaferri è quella di uno scultore completamente cieco dall'età di 13-14 anni che, da telefonista quale era, prova a scolpire attraverso un laboratorio di Bologna e capisce che quella è la sua strada". E prosegue così:

Lui va a Napoli e vuole toccare il Cristo Velato. Per ragioni di divieto la cosa non è permessa neppure ai non vedenti. Lui cosa fa? Si fa descrivere pezzo per pezzo l'opera e rifà il Cristo Velato, reinterpretandolo. Mi sono immerso in qualcosa di materico e straordinario. Lui mi ha fatto chiudere gli occhi e mi ha fatto capire che il mondo si può vedere attraverso prospettive differenti.

Che ci faccio qui ha confermato ancora una volta le qualità narrative di Domenico Iannacone, che in questi ultimi anni è riuscito ad affermare il proprio stile di racconto portando in Tv lavori che nulla hanno da invidiare alle inchieste giornalistiche, con cui riesce a restituire i risultati di un'attenta e sensibile indagine dell'animo umano. Dopo la prima puntata dedicata alla strage di Viareggio, Iannacone si è occupato della vicenda di Max Ulivieri e, successivamente, della storia diEgy Cutolo, offrendo due spunti di riflessione importanti rispetto alla comune inclinazione di far precedere la realtà dai nostri pregiudizi.