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10 Febbraio 2016
20:45

“Dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio” è la frase più attesa del Festival

Beppe Vessicchio è uno dei personaggi più attesi di questo Festival di Sanremo 2016. Nel corso della prima serata l’attenzione era viva sulla frase ‘dirige l’orchestra’ e la sua assenza ha generato non poco malcontento. D’altronde sono anni che il suo volto scandisce uno dei momenti più solenni della nota kermesse canora.
A cura di Eleonora D'Amore
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Da anni ormai Beppe Vessicchio è un solido brand. Un marchio di qualità e di affidabilità per chi lo sceglie come direttore d'orchestra, al pari di chi l'ha scelto nel tempo come rappresentante di simpatia del Festival di Sanremo. Un ‘orso buono', un buffo e moderno Giuseppe Verdi: taciturno, discreto, professionale, serio. Vessicchio è il ‘padre artistico' che tutti vorrebbero avere ed è il mentore sanremese che ogni cantante, in erba o navigato, vorrebbe avere al suo fianco prima di cantare. È un elogio spassionato, forse un po' troppo generalizzante, ma è da tradizione che il suo nome si accompagni a brani di estremo successo o che abbiano un certo tipo di richiamo. Classe 1956, napoletano doc, Beppe Vessicchio è musicista, arrangiatore, direttore d'orchestra, insegnante e personaggio televisivo, sviluppatosi sull'onda benevola della fama acquisita anche nel programma Amici di Maria De Filippi. Tra le altre cose, è socio dell'Associazione Trenta Ore per la Vita.

I primi passi nel mondo della musica li compie proprio a Napoli, dove ha realizzato grandi dischi per cantanti come Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino Di Capri, Peppino Gagliardi e Lina Sastri. È con Gino Paoli che sfiora l'apice della sua popolarità, grazie a brani come "Ti lascio una canzone", "Cosa farò da grande" e "Coppi". Dopo di lui, cura l'arrangiamento di molte canzoni di Roberto Vecchioni, Andrea Bocelli, Elio e le Storie Tese, Syria, Zucchero, Avion Travel, Ron, Biagio Antonacci, Ornella Vanoni. La tv è la sua seconda casa e per questo motivo è presente musicalmente anche in programmi degni di nota come "Va' pensiero", "Club 92", "Buona Domenica", "Viva Napoli", "30 ore per la vita" e "Note di Natale". Tra i suoi meriti la direzione in mondovisione di un concerto dal Cremlino, in occasione del decennale della morte di John Lennon.

La sua presenza nell'orchestra del "Festival di Sanremo" parte dal lontano 1990. Per ben tre volte, precisamente nel '94, nel '97, nel '98, riceve il premio come miglior arrangiatore e, nell'edizione del 2000 viene premiato, sempre per gli arrangiamenti, dalla giuria speciale presieduta da Luciano Pavarotti. È innegabile che la sua assenza alla prima serata del Festival di Sanremo 2016 abbia rappresentato un malcontento generale, che si è protratto fino alle battute finali, quando il pubblico ha capito che avrebbe dovuto aspettare la seconda serata per vederlo in azione e ascoltare la fatidica frase ‘Dirige l'orchestra Beppe Vessicchio', senza la quale pare che il Festival non abbia mai davvero inizio.

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