A una settimana dalla fine del Festival di Sanremo, la puntata di Domenica In si è aperta inevitabilmente con un intenso dibattito sulla kermesse e sulle grandi polemiche di questa edizione. Contestatissimo il secondo posto di Ultimo, arrivato dietro Mahmood nonostante il voto favorevole del pubblico al televoto, che è stato ribaltato completamente da quello della giuria di qualità e della giuria dei giornalisti. Gli esperti del settore hanno commentato quanto accaduto nello studio di Mara Venier ed è stato particolarmente critico lo sfogo del noto critico musicale Dario Salvatori, che ha contestato apertamente i nomi chiamati a far parte quest'anno della giuria di qualità:

Una giuria di incompetenti. In giuria di qualità ci sono stati premi Oscar, come Moroder, Morricone e Bacalov. Siamo passati al cuoco e all'attrice. Sono persone incapaci di capire chi stona,e al Festival non si è mai stonato come quest’anno. Se ci fosse stato un plagio sfuggito alla direzione del Festival non se ne sarebbero accorti.

Chi erano gli 8 membri della giuria di qualità

Ricordiamo i nomi degli otto personaggi che hanno composto la giuria di qualità (detta anche giuria d'onore) e che ogni anno vengono scelti dal mondo della musica ma anche dello spettacolo in generale: Mauro Pagani (presidente e unico musicista "puro"), Ferzan Ozpetek, Camila Raznovich, Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini, Serena Dandini, Joe Bastianich. Se Ultimo si è scagliato duramente nei confronti dei suddetti nomi, anche Salvatori (che pure è stato tutt'altro che tenero verso il cantante) sembra condividere le medesime perplessità sulle capacità di giudizio dei suddetti personaggi. Quando Mara Venier gli ha fatto notare che Bastianich è un musicista (è frontman e chitarrista del gruppo statunitense The Ramps), il giornalista ha replicato con ironia: "Sì… fa il montanaro, macché musicista". Precisiamo peraltro che il noto giudice di Masterchef non è cuoco di professione, bensì ristoratore.

Come cambierà il voto a Sanremo?

Le polemiche potrebbero portare a un cambiamento nel sistema di voto al Festival, già auspicato dal presidente Rai Marcello Foa. Trovare il giusto meccanismo potrebbe però rivelarsi tutt'altro che facile. Secondo lo stesso Salvatori, al netto delle critiche la giuria "deve rimanere mista. Ci deve essere la giuria popolare, ma anche delle persone competenti". La pensa diversamente Anna Pettinelli: "Io metterei una giuria tecnica, come agli Oscar, in cui le categorie sono votate dagli addetti ai lavori. Il pubblico giudica comprando i dischi. Secondo me una giuria mista non funziona. O c'è la giuria tecnica o il televoto, le compensazioni non funzionano. Altrimenti avremo sempre il caos". Marino Bartoletti ha invece messo in guardia dai possibili rischi del solo televoto, dicendosi d'accordo con la necessità di scegliere in modo adeguato i giurati: "Hanno senso le giurie di qualità, perché anche il televoto ha le sue manipolazioni. Certo, un arbitro di basket non può arbitrare una partita di calcio. La giuria d’onore ha collocato Il Volo al 21º posto e questo non è un giudizio, ma è una forma di razzismo artistico".