"Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re", film del 2003 premiato con ben 11 Oscar (lo stesso record di "Ben-Hur" e "Titanic"), è il capitolo finale della grandiosa trilogia di Peter Jackson ispirata alla saga di J. R. R. Tolkien. Epico e maestoso, racconta la battaglia finale per difendere la città di Minas Tirith e sconfiggere le forze del Male guidate da Sauron, mentre lo hobbit Frodo è finalmente a un passo dalla distruzione dell'Anello sul Monte Fato. Ecco cinque curiosità sul film interpretato da Elijah Wood, Ian McKellen, Viggo Mortensen, Orlando Bloom, Liv Tyler, Miranda Otto e John Rhys-Davies, seguito di "La compagnia dell'anello" e "Le due torri".

1 Il set era un vero… campo minato

E non è un modo di dire. La scena in cui l'esercito di Aragorn si raduna davanti al Nero Cancello di Mordor è stata girata in un deserto precedentemente utilizzato dall'esercito come campo di addestramento. I militari hanno dovuto risanare l'intera zona, dal momento che conteneva ancora mine e bombe inesplose, decisamente troppo pericolose per gli attori.

2 Le doti canore di Pipino

La scena in cui Peregrino "Pipino" Tuc (Billy Boyd) intona una canzone per il folle reggente Denethor è nata un po' per caso, grazie alla scoperta delle doti vocali dell'attore. Se ne accorse la co-sceneggiatrice Philippa Boyens, che aveva passato una serata in un bar karaoke con i più giovani attori del cast. Il pubblico italiano non ha avuto modo di ascoltare la voce di Boyd perché "The Edge of Night" è stata tradotta in italiano e viene cantata dal doppiatore Corrado Conforti.

3 Com'è nato il discorso di Aragorn

Una delle scene clou del film è certamente il celebre discorso di Aragorn per incitare le truppe, che a molti ricorderà un po' quello di Mel Gibson in "Braveheart". Le parole dicono: "Ci sarà un giorno in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo… Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella Terra vi invito a resistere! Uomini dell’ovest!". La fonte cui Tolkien si è ispirato è la 45a strofa dell'antico poema norreno "Voluspå" che descrive Ragnarok, ovvero la battaglia finale tra le potenze della luce e dell'ordine e quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale l'intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato. Il discorso di Aragorn ribalta la strofa del poema, che recita così:

Il fratello colpirà il fratello ed entrambi cadranno, i genitori contamineranno i loro parenti; Il male sarà sulla terra, un'età di adulterio, il tempo delle asce, il tempo della spada, degli scudi scheggiati, un'era del vento, un lupo fino all'arrivo del mondo; nessun uomo ne risparmierà un altro.

4 Cosa succede ai personaggi dopo Il ritorno del Re (SPOILER)

La saga cinematografica è stata seguita dalla trilogia "Lo Hobbit" (sempre diretta da Jackson) che però rappresenta un prequel e racconta vicende antecedenti rispetto a "Il signore degli anelli". Ciò che è successo ai protagonisti dopo quanto accaduto ne "Il ritorno del re" è tuttavia chiarito nei libri di Tolkien. Sappiamo che, dopo il loro matrimonio, Aragorn e Arwen regnano su Gondor e danno alla luce un figlio, Eldarion, e almeno due figlie di cui non conosciamo i nomi. Aragorn muore a 210 anni e Arwen, dopo aver perso il suo grande amore, lascia il figlio e Minas Tirith per recarsi nella terra di Lórien. Muore nel 121 della Quarta Era, a Cerin Amroth, un anno dopo la morte del marito, all'età di 2901 anni. Alla scomparsa di Aragorn, Legolas abbandona la Terra di Mezzo discendendo il fiume Anduin: al suo fianco, il nano Gimli, cui resta legato da profonda amicizia, e con cui parte per un viaggio al di là del Mare vero Valinor come avevano fatto Frodo, Gandalf, Galadriel ed Elrond. Éowyn invece si innamora di Faramir e i due vanno a vivere nell'Ithilien dopo la fine della guerra.

5 L'enigma delle aquile (SPOILER)

I libri spiegano anche quello che, a prima vista, potrebbe risultare come un un gigantesco buco di trama. Se nel finale Frodo e Sam sono stati salvati dalle aquile, non bastava che queste ultime li portassero in volo sino al Monte Fato per distruggere l'anello, risparmiando loro un lungo e difficile viaggio a piedi durato mesi? Ebbene, questo non sarebbe stato possibile, per due motivi. L'Occhio di Sauron, infatti, li avrebbe senz'altro visti. Inoltre, lo stesso Tolkien, decenni prima dei film (quando per la prima volta si parlò di un adattamento cinematografico dai suoi libri), spiegò che le aquile non avrebbero mai potuto aiutare Frodo e Sam, in quanto scelsero di non schierarsi nella Guerra dell'Anello sino alla fine.