"Il signore degli anelli – Le due torri" è lo spettacolare secondo capitolo della trilogia che il regista neozelandese Peter Jackson ha dedicato alla saga fantasy di J.R.R. Tolkien. Il film, uscito nel 2002, riprende le avventure raccontate nel precedente "La compagnia dell'anello". Mentre Frodo e Sam continuano la loro strada per Mordor per distruggere l'anello e si imbattono nell'inquietante Gollum, Aragorn, Legolas e Gimli vanno in soccorso della città di Rohan, vittima di un incantesimo del perfido seguace di Saruman, Vermilinguo. Merry e Pipino, invece, trovano l'aiuto di Barbalbero. Ecco dieci curiosità sul film.

1. La petizione per cambiare il titolo

Il titolo riprende quello del secondo libro della trilogia di Tolkien, ma ha rischiato di essere cambiato. Prima dell'uscita, infatti, si diffuse una petizione che chiedeva alla New Line (la casa di produzione) di modificarlo: soltanto un anno prima l'attentato dell'11 settembre 2001 aveva sconvolto il mondo con il crollo delle due Torri Gemelle. Impossibile non collegare le due cose e per qualcuno, probabilmente, la coincidenza poteva risultare offensiva. Poi la petizione si rivelò un semplice scherzo dell'utente Kevin Klerck, ma nel frattempo era stata firmata da migliaia di persone. Sta di fatto che Jackson non si è preoccupato più di tanto e il film ha rispettato filologicamente la fonte letteraria.

2. Quali sono le due torri del film

Quali sono dunque, le due famose torri cui si fa riferimento? In realtà non se ne parla molto nel corso del film. Si tratta di Barad-dûr e Orthanc, rispettivamente la roccaforte di Sauron a Mordor (quella col famoso occhio) e la cittadella di Isengard dove risiede il mago malvagio Saruman. Sorte nella fantasia di Tolkien ben prima della costruzione delle Twin Towers e dei principali grattacieli delle metropoli mondiali, queste torri rappresentano un'incarnazione fisica delle due visioni del male che lo scrittore esplora nella sua saga.

3. Aragorn, un giovanotto di 87 anni

In "Le due torri" (ma attenzione: solo nella versione estesa del film) veniamo a scoprire che Aragorn ha la bellezza di 87 anni. Perché allora è stato chiamato il bel Viggo Mortensen, all'epoca poco più che 40enne? Forse per attirare il pubblico femminile? Niente affatto: Aragorn, semplicemente, porta molto bene la sua veneranda età. Appartiene infatti alla stirpe dei Númenóreani, che vivono circa 300-350 anni.

4. La battaglia del Fosso di Helm

La sequenza chiave del film è certamente quella della battaglia del Fosso di Helm, la più celebre dell'intera trilogia e senza dubbio tra le più belle in assoluto nella storia del cinema. Girare questa lunghissima (40 minuti)scena dell'assedio da parte di orchi e Uruk-hai alla fortezza difesa da umani ed elfi non è stato facile: sono stati necessari ben 3 mesi di riprese per un totale di 20 ore di girato tutte effettuate di notte, tra pioggia artificiale e vari effetti speciali per creare i 10mila orchi.

5. L'amore per i cavalli

Nessun cavallo è stato ferito sul set, grazie all'utilizzo di lance di cartone e a un accorgimento usato nelle scene di battaglia più cruente: cavalli e cavalieri giravano singolarmente in studio impennate e galoppate, per poi essere inseriti digitalmente nelle scene. L'amore per gli amici equini era particolarmente forte in Viggo Mortensen, che alla fine si affezionò tanto al cavallo utilizzato nel film da decidere di acquistarlo per sé.

6. Gollum e il talento di Andy Serkis

Il personaggio di Gollum è interpretato da Andy Serkis, il pioniere della tecnica cosiddetta motion capture: Gollum è un'immagine generata al computer e animata a partire dai movimenti e dalle espressioni facciali dello stesso Serkis, "catturati" grazie a una serie di sensori applicati sul corpo. L'attore ha vinto ai MTV Movie Awards come "miglior performance virtuale" ed è uno specialista assoluto di questa tecnologia: ha interpretato anche King Kong nell'omonimo film, sempre diretto da Jackson, Cesare nella saga "Il pianeta delle scimmie" e Snoke in "Star Wars".

7. Gli infortuni sul set

Non sono stati pochi gli infortuni sul set. Orlando Bloom, feritosi alla schiena, è stato operato. Mortensen si è rotto due dita del piede in una scena di rabbia in cui prende a calci l'elmo di un orco, ma ha continuato a recitare nonostante il dolore. Ha anche rischiato di annegare in un torrente nel corso delle prove.

8. Orchi o ultras?

Per creare i terrificanti a canti di battaglia degli orchi, Peter Jackson si è recato personalmente in uno stadio di cricket e ha registrato le urla di 25mila tifosi sugli spalti, cui è stato chiesto di gridare "Derbgoo, nashgshoo, derbgoo, dashshoo".

9. I cavalieri donne

L'alto numero dei Cavalieri di Rohan presenti in scena ha obbligato la produzione a fare uso di comparse donne, opportunamente camuffate e nascoste dietro barbe finte. Peter Jackson e altri hanno notato che in molti casi queste figuranti erano cavalieri più abili degli uomini.

10.L'uomo senza un occhio

L'uomo senza un occhio che appare nella Battaglia del Fosso di Helm è realmente guercio, senza l'utilizzo di effetti speciali. Fu Peter Jackson a chiedergli di togliersi la benda. L'uomo, inizialmente riluttante, poi accettò e ammise che questa esperienza lo aveva messo più a suo agio con la sua condizione.