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14 Dicembre 2011
08:20

Crozza a Ballarò paragona Don Verzè a Briatore [VIDEO]

Maurizio Crozza nella copertina di Ballarò del 13/12/2011 ha commentato la manovra Monti che colpisce i pensionati e favorisce le caste e poi si è concentrato sulla vicenda di Don Verzè e del San Raffaele.
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Maurizio Crozza nella copertina di Ballarò del 13/12/2011 ha commentato la manovra Monti che colpisce i pensionati e favorisce le caste e poi si è concentrato sulla vicenda di Don Verzè e del San Raffaele.

La puntata di Ballarò del 13 dicembre 2011 è stata dedicata ancora alla manovra del governo Monti e ai suoi effetti sulle tasche degli italiani Gli ospiti di questa puntata sono stati Vito Tanzi, Piero Grasso, il sindaco di Torino Piero Fassino, Renata Polverini, Luigi Angeletti, il tributarista Raffaello Lupi e Massimo Giannini e insieme si è provato a dare una chiave di lettura a questi interventi economici fatti per salvare l’Italia ma forse non gli italiani. Di questo è convinto anche Maurizio Crozza che ha dedicato il suo monologo per la copertina di Ballarò alla politica e alle decisioni del governo Monti. C’è molta amarezza nelle sue parole e la comicità è molto limitata in questa puntata. L’entusiasmo provocato dalle dimissioni di Berlusconi e dall’arrivo di Monti sembra ormai sparito e quindi ora iniziano ad emergere le pecche del nuovo governo troppo rigido e contro le classi deboli del paese.

Crozza commenta la manovra di Monti contro i pensionati e a favore della casta

Crozza ha iniziato il suo monologo chiedendo a Floris di poterlo spostare direttamente al 22 dicembre perché in realtà lui aveva preparato degli argomenti inerenti alla manovra di Monti, ma siccome è slittata la sua pubblicazione a causa di disaccordi e modifiche da fare, non può utilizzarli ora. “Ma perché è slittata la manovra?” si è chiesto Crozza con ironia, sottolineando come fosse equa (e anche questo detto con ironia). E quindi ha iniziato ad elencare tutte le classi sociali colpite dagli interventi di Monti e tutte le categorie alla fine descrivevano i pensionati, afflitti dalla riforma di Elsa Fornero. E invece di essere slittata per le proteste di questo gruppo numerosissimo di italiani, è stata bloccata dai farmacisti che si sono opposti alle liberalizzazioni.

Come è possibile che nel nostro paese non si riesca toccare le caste? Per Crozza il motivo è che esiste il “pensiero mafia” ovunque e in questo modo chi ha potere si copre a vicenda e gli unici a pagarne le conseguenze sono coloro che non hanno un posto al sole nella società. Crozza ha fatto l’esempio dell’assurdità della questione riferita ai tagli degli stipendi dei politici: “Come ci si può aspettare che taglino i loro stipendi? E’ come se a Berlusconi gli si dicesse di trom..e di meno, lui direbbe ‘a gennaio ci pensiamo’”.

Ma poi dopo aver accusato Di Pietro di scegliere i suoi deputati tra gli scarti di X Factor, ha voluto parlare di Don Verzè e dello scandalo del San Raffaele. Crozza ha sottolineato il fatto che Don Verzè ha creato un buco nel bilancio di 1,5 miliardi di euro e ha elencato le sue spese folli, come una cupola in cima al San Raffaele che era visibile anche dalla Corsica. Ma poi aveva ville, elicotteri, faceva una vita lussuosa come quella di Flavio Briatore, solo che il manager di Formula 1 gestisce un locale notturno, mentre Don Verzè gestiva una delle eccellenze italiane nel campo della medicina. Insomma le solite magagne italiane che per fortuna sono state scoperte.

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