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Cristina Parodi live su La7 con pochi aggettivi e molti verbi

A settembre, su La7, Cristina Parodi si prepara ad invadere i nostri pomeriggi. Il suo spot è manifesto di propositi ottimi e di una generale eccitazione che pare coinvolgere tutta la rete. Riusciranno a tradurre tutto ciò in un nuovo modo di fare Tv?
A cura di Andrea Parrella
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Da tempo peroriamo la causa di La7. E' difficile quanto obbligatorio ammettere che lo si faccia per il sollievo generato dalle boccate d'aria che si possono prendere nella maggior parte dei casi ci si trovi a digitare il canale corrispondente. Obbligatorio perché è vero, la prima sensazione indipendente dal contenuto specifico è esattamente il sollievo. Difficile perché è spia di uno stato generale delle cose che astrae dalla normalità e che permette di innalzare la "settima rete" a fiore all'occhiello della nostra Tv. E' una sorta di sconfitta per la proposta televisiva restante.

Si è sempre precisato, infatti, che il lavoro svolto nell'ultimo anno ed in vista della stagione successiva con i nuovi palinsesti, appartiene all'assoluta normalità, un semplice adempimento a dovere, perché chi sceglie la strada del contenuto in Tv non sta compiendo alcun'impresa, bensì mette in pratica delle capacità. E questo discorso lo si fa tralasciando le competenze, le eccellenze delle quali La7 si è servita negli ultimi anni ed ha deciso di servirsi nella prossima stagione. E' vero infatti che a rafforzare l'immagine luminosa della rete è forse l'entusiasmo, la consapevolezza di chi vi stia prendendo parte, di fare qualcosa che sia importante, che non capiti tutti i giorni. Elemento che è ancor più chiarificante della condizione generalmente precaria della Tv nostrana.

Questo entusiasmo si arriva quasi a sfiorarlo, percepirlo al tatto, nel guardare lo spot del nuovo programma pomeridiano di Cristina Parodi che a settembre, raggiungendo sua sorella Benedetta, sconvolgerà la consona impostazione della programmazione La7. Sarà diviso in due tranche che copriranno tutta la fascia pomeridiana, manterrà il contatto con l'attualità che vuol dire l'unica strada per restare vicini al telespettatore. Lo spot è molto bello, c'è una Parodi raggiante, in forma, che elenca i suoi propositi per l'anno nuovo. Per tracciare una linea generale dei progetti per il suo programma è bastato dire che si farà il contrario di ciò che si fa su Raiuno e su Canale5. Fino a qui tutto facile.

Nella parte finale la Parodi invita noi stessi a valutare se a settembre ci sarà riuscita o no. E infatti attenderemo, per capire se esista davvero una maniera sostenibile per creare un contenitore che sia intriso di quell'intelligenza, pluralità, leggerezza e distacco dalla cronaca becera che ha auspicato nella sua estate d'entusiasmo. Il prossimo anno sarà un banco di prova per i nuovi, così come per i vecchi, di La7. Fasi d'entusiasmo di questo genere si saranno percepite, probabilmente, per ogni nuovo progetto televisivo. Bisogna capire quale sia la strada affinché si possa dar vita ad un modo di fare televisione che sia differente e che si separi da una semplice figura di riferimento dalla personalità singola che possa riuscire ad incarnarlo.

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