Chi l'avrebbe mai detto che persino sul set di "Love Me Licia" accadessero cose "piccanti"? Il singolare aneddoto sulla celebre sitcom di Canale 5, ispirata al cartoon "Kiss Me Licia" e vero e proprio (s)cult degli anni 80, arriva direttamente dalla sua protagonista Cristina D'Avena, in un'intervista rilasciata a Radio Club 91 nel programma "91MilaBaci". E proprio di baci si parla, perché pare che il suo compagno di set Pasquale Finicelli, interprete di Mirko dei Beehive, volesse fare sul serio, alla faccia della più classica tradizione del bacio di scena (a questo proposito, ne sa qualcosa anche Luca Argentero dopo la recente ospitata al Grande Fratello).

La rivelazione è partita dalla più classica delle domande: qual era il più fascinoso tra i protagonisti dei cartoon le cui sigle erano cantate dalla mitica Cristina?

Tra tutti i fighi dei miei cartoni Mirko di Beehive era il migliore (e anche Satomi). Poi ho avuto la fortuna come Licia di conoscere quei bei ragazzotti! Mi sento molto Licia. Sul set della serie Mirko era Pasquale Finicelli che voleva per forza baciarmi con la lingua! Ricordo quando nelle scene clou pretendeva baci veri. Diceva: "Sono un napoletano vero e voglio baciarti veramente!", e io gli replicavo: "Sei impazzito devi solo poggiare le labbra!". Ho lavorato bene con lui e ci vediamo ancora, anche con Marco Bellavia che è un altro bel figo. 

Su Mariele Ventre: "Sono cresciuta con lei"

La D'Avena ha parlato anche del suo nuovo progetto, il singolo "Il segreto (per Mariele)" in uscita proprio oggi, 13 novembre. Si tratta di un brano che omaggia la grande Mariele Ventre, storica fondatrice e direttrice per tre decenni del Piccolo Coro dell'Antoniano, scomparsa 20 anni fa, il 16 dicembre 1995.

Io sono cresciuta allo Zecchino d'Oro e sono cresciuta con lei, ho sentito il bisogno di ricordarla a vent'anni dalla sua scomparsa. Io e lei avevamo un sacco di cose in comune, soprattutto sui… ritardi. Non siamo mai state puntuali nella nostra vita e facevamo una trasmissione radiofonica dell'Antoniano così correvamo come due matte, lei mi prendeva per mano e mi trascinava e guardandoci negli occhi dicevamo: chi sale per prima? Lei è un pezzo della televisione, una leggenda.