I maxischermi in piazza, come per i mondiali di calcio. Una maratona Mentana che si ode in lontananza, in uscita da una finestra, soluzione alla terribile calura estiva. Le foto degli smartphone sintonizzati sulla diretta del discorso di Conte in Senato, mentre sullo sfondo si intravedono spiagge, birre ghiacciate, tavolini di un chiosco, palloni arancioni e tutto quanto abbia a che fare con le vacanze estive.

Nessuna crisi d'ascolti per l'anomala crisi di governo che ha portato alle dimissioni di Conte, il severo rimprovero a Salvini e la fine del governo gialloverde. La politica non va in vacanza e la televisione, che è per la politica una componente di fondamentale importanza, ha fatto gli straordinari per stare al passo.

Un fatto inedito per la politica di casa nostra, se si considera che proprio la continuazione dei lavori agostani è stato un tema di dibattito tra i banchi parlamentari, tra sfottò ad abbronzature pronunciate e le ferie utilizzate come strumento propagandistico per contestare alla parte politica opposta una presunta mancanza di voglia di rinunciare alla sacrosanta pausa estiva.

La crisi ha fatto bene alla televisione, se si guardano i numeri di martedì 20 agosto e mercoledì 21. Due giorni nei quali l'attenzione del pubblico si è spostata in massa sulle reti che hanno saputo seguire e raccontare meglio le vicende politiche di queste settimane.

In testa, tra le generaliste, c'è senza dubbio La7. La rete di Cairo vanta l'unico evento televisivo di politica in Italia: la maratona è un modo per vedere Mentana che segue le vicende politiche, più che per seguire le vicende stesse. Ma lo spazio ad oltranza affidato a Mentana, che in entrambi i pomeriggi ha avuto un eccellente riscontro in termini di ascolti ( per la maratona Mentana 1.060.000 spettatori con il 9.2% martedì con il discorso di Conte; 746.000 spettatori con il 7.1% mercoledì per le consultazioni), è solo l'apice di una programmazione della rete interamente declinata sull'aggiornamento della situazione politica. L'effetto della maratona si  propaga su tutto il palinsesto di rete, avvantaggiando anche "In Onda", lo spazio affidato a Telese e Parenzo, vicino al 10% di share nell'access prime time e sopra la soglia del milione di telespettatori medi in prima serata.

Rai e Mediaset

Anche Rai e Mediaset fanno la loro parte nella narrazione della crisi di governo. Al netto dell'apertura di spazi speciali nel corso delle due giornate, le due emittenti hanno dedicato spazi in prima e seconda serata al racconto della crisi di governo. I risultati in termini di ascolti sono comunque interessanti se si guarda alle medie stagionali (lo speciale con Francesco Giorgino "I Giorni della Crisi" ha conquistato 1.610.000 spettatori pari al 10.1% di share), ma resta palese come sia Rai che Mediaset fatichino a trovare spazi e personalità giornalistiche definite per il racconto della politica, che siano incisive e in grado di opporsi a quello che La7 ha costruito negli ultimi anni.

Sky e le reti all news

La crisi di governo fa bene anche a Sky, che con 4.216.428 di contatti unici della giornata stabilisce un record in questo 2019. Dalle 15.00 alle 17.00 del 20 agosto, ore in cui andava in scena il botta-risposta tra Conte e Salvini, gli spettatori medi sono stati quasi 400mila, pari al 3,44% di share, con un picco di ascolto di 463.785 mila spettatori. Nell’intera giornata Sky TG24 si è attestato il primo canale all news con 130mila spettatori medi e l’1,6% di share.

La crisi di governo coi braccioli fa paura agli italiani, ma mette meno paura alle Tv.