Era l'ottobre del 2006, ben tredici anni fa, quando Vladimir Luxuria presenziava in Parlamento in veste di deputata di Rifondazione Comunista. Una parentesi nel mondo della politica che ha rafforzato il già noto personaggio del mondo televisivo nel ruolo di paladina della giustizia dei transgender, lottando per loro in materia di libertà e diritti. Infatti, quando nel 2006 si aprì il dibattito politico sul tema della prostituzione nelle aula parlamentari, anche Vladimir Luxuria non esitò a dire la sua, in risposta a quanto affermato dall'allora Ministro dell'Interno, Giuliano Amato, fermo sulla posizione dell'illegalità e della proibizione come in Svezia, con punizioni anche per i clienti.

La prostituzione in Italia non è un reato quando chi la esercita è maggiorenne e lo fa per libera scelta, ciò che va combattuto è lo sfruttamento che a volte rasenta la schiavitù. Chi ricorre al sesso a pagamento non è una persona squallida, da punire o di cui violare la privacy, ma un libero cittadino del nostro paese, spesso solo anziano, vedovo o non particolarmente attraente. Credo che qualsiasi utopistico tentativo di sradicare la prostituzione sarebbe causa di ulteriori violenze sessuali.

Tredici anni fa, sebbene fosse già ampiamente conosciuta nel mondo non solo della politica, ma anche dello show business, Vladimir Luxuria non aveva ancora rivelato alcune vicende traumatiche del suo passato che, probabilmente, hanno inferto dei dolori talmente profondi da dover essere taciuti per anni.

La prima volta si prostituì per 50mila lire

Le confessioni arriveranno qualche anno più tardi e, più precisamente, nel 2008, quando si aggiunsero dei tasselli alla sua storia, già di per sé difficile da raccontare, una storia fatta di accettazione, che ha attraversato varie fasi. Nell'intervista a Il Corriere, alla quale ha fatto riferimento Vittorio Sgarbi nel suo attacco in tv, Luxuria parò della sua prima esperienza sessuale a pagamento, risalente agli anni subito dopo la laurea in Lingue e letterature straniere, quando per strada accettò di prostituirsi per 50mila lire:

Accadde vent' anni fa. Mi ero appena laureata in Lingue e letteratura straniera a Roma. Dopo la laurea avevo dovuto lasciare la Casa dello studente, dove si mangiava e dormiva gratuitamente. Così presi in affitto un monolocale, al Pigneto. Sa quanto pagavo? Mezzo milione di lire. Più le bollette, più il problema non dico del pranzo, ma almeno della cena. Successe una sera. Casualmente. Stavo tornando a casa, camminavo sul marciapiede di via Casilina e…si accostò una macchina. Un ragazzo, un bel ragazzo, tirò giù il finestrino e mi chiese d'un fiato: "Quanto prendi?". Io risposi d' istinto, quasi senza pensarci. Dissi: "Cinquantamila". Poi salii in macchina…

La seconda confessione a La Zanzara

Sopraffatta da un'ondata di sicurezza e fortissima coscienza del proprio passato, nel 2013, ospite del programma radiofonico "La Zanzara" riprese quelle dichiarazioni rilasciate anni prima. Anzi, fu con questa ulteriore rievocazione dei tempi che furono che la prostituzione venne affiancata, nuovamente, al suo nome. Il racconto, meno dettagliato della volta precedente, si presentò come un mero passare in rassegna alcune esperienze forti e segnanti della sua vita, tra cui emerse anche quella di aver venduto il suo corpo in più occasioni:

Nella mia vita ho avuto un momento di sbandamento generale e ho fatto uso di sostanze per un breve periodo. Ho provato anche la cocaina, certo. Non mi ricordo più l'effetto, solo una sensazione sgradevole. Ho fatto anche la prostituta, ed è una cosa di cui mi pento, una cosa contraria al senso di dignità del mio corpo e della mia persona. L'ho fatto per pochi mesi. In quel periodo bruttissimo della mia vita ho pensato al suicidio, non vedevo un futuro, mi hanno ripresa per i capelli.

Lo scontro con Sgarbi a Live-Non è la D'Urso

Novembre 2019, Live Non è la D'Urso, ospite Vladimir Luxuria che si intrattiene in uno scontro a fuoco con Vittorio Sgarbi. Uno scontro all'ultimo insulto, l'ultimo rinfaccio, uno scontro nel quale il critico d'arte con la sua proverbiale ira ha rinfacciato all'opinionista di averla incontrata proprio nel periodo in cui si prostituiva: "Io ti ho visto nella evidente posizione di chi batte. Non sei stata scambiata per prostituta, tu lo eri. Tu facevi quello che hai detto, lo facevi e lo hai ammesso. Parlo del passato", tuona Sgarbi, stizzito dall'atteggiamento di Luxuria che, dinanzi a queste dichiarazioni, ha cercato di sviare l'argomento. "Io del passato non parlo" ha sbottato Vladimir, che da anni è anche attivista LGBT.

Vladimir Luxuria decide di oscurare una parte del suo passato di cui lei stessa aveva fatto menzione pubblicamente, in due specifiche occasioni. La prostituzione entra ed esce come una meteora nella vita del personaggio tv, che non rinnega quanto ha vissuto, ma decide di non affrontare quell'argomento in un momento di difficoltà, un momento in cui si è sentita accusata, colpita dalla veemenza di Sgarbi che avrebbe dovuto tener conto della delicatezza di quelle dichiarazioni, che sono state usate con leggerezza, solo per amor di verità, seppur legittima e circostanziata.