La prima conferenza stampa del Festival di Sanremo 2019 doveva annunciare i due conduttori al fianco di Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele, come loro stessi hanno rivelato. La notizia è stata tuttavia anticipata pochi giorni fa e la conferenza è stata un modo per comunicare alla stampa i propositi di questa edizione.

La prima a parlare è Teresa De Santis, neo direttore di Rai1 che fa il suo debutto in pubblico proprio con Sanremo: "Per me è un continuo ritorno, saranno 24 o 25 anni che seguo il Festival nei nomi più disparati, oggi ci torno con questo incarico bellissimo e particolarmente oneroso. Mi sono occupata di musica per molti anni, ho pensato che sarebbe stato bello uscire con le prime dichiarazioni pubbliche in corrispondenza di Sanremo, anche perché è un asset della Rai e dà la stabilizzazione della cassaforte di Rai1. Il direttore artistico è un primatista, con il record dell'anno scorso per l'ascolto più alto degli ultimi 13 anni. Ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto ed hanno lavorato molto bene. Spero di poter continuare come loro in questa scia […] La rete sarà anche connessa con l'informazione costantemente, come accaduto nei casi di Corinaldo e dell'attentato di Strasburgo, con una risposta in ascolti altissima, che ci dice come il pubblico sia connesso con la rete e si aspetti da noi questo".

La parola poi passa a Claudio Baglioni: "Le canzoni sono una musica da fanteria, un'arte povera che riesce là dove tante altre cose non ce la fanno, a creare una memoria, un richiamo evocativo immediato. Sono come profumi che cerchiamo di salvaguardare al meglio […] l'anno scorso ho tentato di cercare di costruire attorno alla gara un sistema spettacolare che fosse quanto più narrativo rispetto alle cose prodotte. Ci sono state alcune intuizioni fortunate, come la non eliminazione […] Comunque Sanremo non è mai una manifestazione solo televisiva, ma un evento trasmesso che diventa bandiera della tv e deve avere caratteri e di eccezionalità e sorpresa perché si rivolge a pubblico largo e voglioso di ascoltare cose nuove".

La simbologia del numero 69

Al netto delle battute a doppio senso di Bisio, è ancora Baglioni a spiegare come questo Festival si modulerà sul significato evocato da questo numero: "Il numero 69 ha richiamato all'idea della simmetria e io cerco sempre dei significati per operare scelte. Se l'anno scorso era l'immaginazione, quest'anno è l'armonia, come percorso per sposare anche elementi molto lontani […] 69 non significa solo opposti, ma anche diversità, come le note che insieme formano un accordo.

Il proposito, naturalmente, è sempre di mettere la musica al centro: "Cerchiamo di fare in modo che Sanremo sia un proponente di musica, un editore che propone ciò che si ascolta oggi e si ascolterà nei prossimi mesi […] L'intenzione è quella di proseguire la strada dell'anno scorso e fare sì che non sembri solo una botta di fortuna lo stellone che ci ha consentito di raggiungere i risultati dello scorso anno". 

Claudio Bisio e Virginia Raffaele

Claudio Bisio: "Le diversità tra me e Virginia sono palesi, io non ho mai lavorato con lei. Non vedevo l'ora di farlo. Avremmo dovuto fare Zelig insieme anni fa, poi non è mai successo. Ci siamo incontrati qualche settimana fa, lei era particolarmente afona, abbiamo cenato insieme a casa sua e ha cucinato tutto lei. La serata più bella della mia vita, una donna afona che cucina per te". Segue Virginia Raffaele, rivolgendo parole di stima a Bisio: "Lo stimo da sempre, io ero piccola e lui già lavorava, è un mostro artisticamente parlando e poi quest'anno è facile, devo imparare un solo nome: Claudio. È un'esperienza sempre bellissima e spero lo sia ancor di più, sono contenta che Claudio mi abbia richiamata nonostante l'anno scorso sia stata un po' scostumata. È talmente importante il Festival che noi cercheremo di colorare ed essere rispettosi nei confronti della gara".

Claudio Bisio: "Il desiderio è fare gruppo, soprattutto con Virginia c'è voglia di fare cose insieme, anche inedite, per noi. Non abbiamo nulla da dimostrare, proveremo a fare belle cose". 

Raffaele: "Non avendo mai lavorato insieme ci esploriamo artisticamente a vicenda. Io proverò a sperimentarmi anche quest'anno, provando ad entrare a tempo, ma anche fuori tempo, nei meccanismi di gara. Claudio è anche dotato di autoironia, motivo per il quale ci ha scelti".

Claudio Baglioni: "Ci siamo già misurati musicalmente con Bisio, anni fa, a Zelig. Lo faremo anche sul palco dell'Ariston, abbiamo in animo di fare molte cose, perché i due signori che mi sono accanto hanno tantissimi talenti da spendere, non solo quelli che conoscete". Prosegue Bisio: "Ci sono tante cose sulle quali stiamo lavorando, ma non tutte andranno in porto. faccio nomi a caso, io adoro Jannacci, Gaber, credo qualcosa uscirà. per il resto sapete che il meglio che ho fatto a Zelig è venuto quando ho avuto al mio fianco dei talenti che valorizzavo divertendomi". Poi fa un nome, quello di Zalone: "Se torna dal Kenya, sta girando un film, vediamo se ce la facciamo".

Il meccanismo delle 5 serate

La parola passa al responsabile Claudio Fasulo, che illustra le cinque serate e le modalità di voto: "Anche quest'anno Prima Festival, che comincerà il 25 di gennaio e arriverà sulle serate del Festival con una coppia di conduttori che non sveliamo ancora, ma che avrà le caratteristiche necessarie di questo mondo. Il Dopofestival si svolgerà dal Casinò, sarà un mondo un po' speciale, un paesaggio Lunare, un territorio fatto di suggestioni e di poesia. il direttore artistico ha invitato Rocco Papaleo, che sarà capobanda di una band musicale che accoglierà gli artisti. Al suo fianco due figure complementari per dare un insieme ben assortito, non vi sveliamo i nomi. Inoltre per la prima volta apriremo una parentesi su Sanremo By Night, raccontando quello che accade dopo. Radio Due sarà nostro partner come radio ufficiale del Festival. Prima sera con tutti e 24 i campioni, 12 per la seconda e terza serata, con un giudizio dato da televoto, giuria sala stampa e demoscopica (40%, 30% ,30%). Nella serata del venerdì i 24 campioni si ripresentano con dei loro ospiti, versioni modificate e differenti dall'originale. Voteranno sala stampa, giuria popolare e giuria esperti. Il sabato, con solita formula si arriva a rush finale e i tre più votati si sottoporranno al giudizio anche della giuria in sala, che si sostituisce a quella demoscopica".

"Una raccolta record – quella di Rai Pubblicità per questa edizione, dichiara la responsabile – ma contiamo di superare la raccolta degli altri anni, con una crescita del 5%. Quello che vogliamo fare quest'anno è far emergere l'emozione che emerge da Sanremo. Animeremo la città, ci saranno dei flash mob".

Giorgia, Elisa, Bocelli, Zalone: i nomi dei possibili ospiti

Quanto alla questione ospiti, pur non offrendo ancora certezze Baglioni prosegue sulla linea dello scorso anno, quando disse che avrebbe preferito evitare grandi ospiti internazionali capaci di dare poco alla manifestazione: "Al momento non ci sono ospiti non italiani, perché già l'anno scorso la regola d'ingaggio era quella che il festival fosse l'occasione nella quale l'ospite arriva e porta qualcosa, non prende solamente. non voglio che in un meccanismo armonico ci sia qualcosa che sfugga, una presentazione a fini promozionali o qualcosa che non preveda uno scambio con la musica italiana. il festival prosegue in questa via autarchica per la quale Sanremo è già qualcosa di internazionale, poi vedremo". 

Sugli ospiti musicali è invece più chiaro: "Sulla rampa di lancio sono Andrea Bocelli, Giorgia, Elisa. Avremo almeno due ospiti cantanti a serata. Per i comici sono molto in imbarazzo, non vorrei che i miei due partner si arrabbiassero". 

Il dettaglio della scenografia, il palco più grande di sempre

Il Baglioni architetto affronta anche l'aspetto scenografico: "Forse sarà l'Ariston più grande mai visto a Sanremo. Nel lavoro di Francesco Montinaro tanti elementi sono suggeriti e andrà completato il tutto con il lavoro fotografico e visivo di Mario Catapano"

Bordata sul governo di Claudio Baglioni

Uno dei momenti di maggiore rilievo della conferenza stampa arriva quando il dirottatore artistico viene chiamato in causa per la questione migranti e gli sbarchi, con un evidente richiamo alla sua esperienza di O' Scià, il festival organizzato per molti anni a Lampedusa in favore dell'integrazione:

Ho sempre pensato che gli artisti facciano delle battaglie sociali per sentirsi cittadini ma innanzitutto per farsi perdonare il proprio successo ed anche perché a un certo punto una carriera ha bisogno di essere normalizzata tornando tra la gente. Le manifestazioni che mi hanno visto partecipe andavano in effetti nella stessa direzione nella quale si va oggi pensando di risolvere questa cosa. A Lampedusa già molto tempo fa si avvertiva il fenomeno degli sbarchi, ma l'intenzione della mia manifestazione era quella di dire che noi siamo assolutamente preoccupati che ci siano viaggi per mare che siano irregolari, perché ci auguravamo che in un mondo perfetto qualsiasi movimento di esseri umani non cadesse in mano a sfruttamento. La classe dirigente, la politica e l'opinione pubblica, ha fallito miseramente, con conseguenze gravissime: il nostro paese è terribilmente incattivito, rancoroso, nei confronti di chi non è piacevole, di chi non è amico. Credo che le misure messe in atto da questo e dai precedenti governi non sia stata all'altezza della situazione. Ma adesso è una grana grossa, preso in considerazione molti anni fa non avrebbe avuto lo stesso peso. Il paese è terribilmente disarmonico, confuso, cieco.

Tributi e omaggi, Baglioni vaglia l'ipotesi Peppino di Capri

Infine l'aspetto dei riconoscimenti speciali, con l'ipotesi di un premio a Peppino Di Capri caldeggiato da molti esperti di settore nelle ultime ore: "È una cosa che va vagliata, perché di solito i premi alla carriera vengono consegnati dal comune di Sanremo. Ci stiamo pensando, come accaduto lo scorso anno con Milva. Mi auguro che ci sia la possibilità per un interprete come Peppino di essere ricordato sul palco di Sanremo. Poi… ricordato: lui si ricorda molto meglio di noi". Altro omaggio quello che i tre potrebbero fare, insieme a un ospite, al Quartetto Cetra: "Stiamo pensando a qualche tributo e omaggio, siamo un trio ma probabilmente potremmo diventare un quartetto, il quartetto Cetra. Stiamo pensando ad alcune cose che siano integrabili al concorso. Quest'anno abbiamo l'orchestra che tornerà a stare incavata".