I funerali di Nadia Toffa si sono svolti stamane, 16 agosto 2019, nella cattedrale di Brescia, città natale dell'ex conduttrice di Italia 1. Sebbene ci sia stata la decisione da parte delle emittenti televisive e della pagine social ufficiali di non trasmettere una diretta della cerimonia, affidando ad altre testate il compito di raccontare l'ultimo saluto alla presentatrice, non poteva mancare la condivisione di un ricordo con cui accompagnare questa triste giornata.

Il video pubblicato da Le Iene

Sulla pagina Facebook ufficiale de "Le Iene" è stato pubblicato un video dal titolo "Ciao Nadia", nel quale Nadia Toffa è intenta a ballare sulle note di "A hot day" di Loop Scava, una musica malinconica che ben si adatta alla circostanza. Il video la ritrae su una spiaggia, al tramonto, sembra quasi che sia un'ombra a muoversi, ad ondeggiare al ritmo di quella musica accogliente, con alle spalle un'immensa distesa d'acqua che riflette la luce calda del sole. Un momento bello, toccante, con cui la famiglia televisiva della conduttrice bresciana ha ritenuto che fosse il modo più giusto per salutarla, qualche istante che ne rappresentasse la vitalità, la voglia di lasciarsi trasportare, di continuare a muoversi, nonostante la vita stesse facendo di tutto per placare la sua forza.

Il ricordo di Nadia Toffa

Nadia Toffa è stata, nel lungo periodo della sua battaglia, una donna implacabile, intrisa di una passione e di un coraggio da prendere come esempio, come ricorda don Maurizio Patriciello. Il parroco che da Caivano, in provincia di Napoli, è giunto a Brescia per celebrare i funerali della iena, per accompagnarla e indirizzarla nel viaggio verso quel Dio che, nonostante la sofferenza, lei non ha mai ritenuto fosse crudele, dichiarando sempre che, invece, le aveva concesso un'opportunità, l'aveva messa di fronte ad una sfida. È così, quindi, che viene ricordata Nadia, attraverso delle parole emozionanti e significative, viene ricordata con un video mentre danza, libera, felice e spensierata, soprattutto scevra di tutta quella sofferenza che, in questi due anni, aveva segnato il suo volto così aperto.