Emanuela Fiano è una delle concorrenti di "Ciao Darwin" che ha preso parte al Genodrome insieme a Gabriele Marchetti, il concorrente romano che rischia di rimanere tetraplegico dopo la brutta caduta durante l'attraversamento dei rulli. Contattata dalla redazione di Fanpage.it, Emanuela Fiano si è detta spaventata per tutto quanto accaduto e, con estrema lucidità, ci rivela dettagli sinora rimasti nascosti. Come quelli riguardo al silenzio chiesto dalla produzione nei confronti degli altri concorrenti che avrebbero dovuto sostenere la prova dopo di loro: "Ci hanno chiesto di non parlare con gli altri concorrenti al fine di non spaventarli. E io mi sento molto in colpa di questo, perché poteva succedere qualcosa anche a loro". 

Cosa è successo quella sera durante il gioco del Genodrome? 

Siamo usciti perché è fuori il posto dove si fa questo gioco e ci hanno fatto partire per la gara. Ho notato subito che alcune cose non erano proprio facilissime, anche un pochino pericolose. Anche la salita saponata, non tanto la salita ma la discesa, troppo piccola e si rischia di farsi male anche lì.

Arrivati al momento dei rulli, cosa è successo? 

Al gioco dei rulli, un primo ragazzo è passato al volo. Un secondo è caduto, pare si sia fatto un po' male ma nulla di grave.

E poi è toccato a Gabriele? 

Si, poi è andato Gabriele, caduto in modo rovinoso, rovinoso. Cascato proprio male. Vista da lì, era molto brutta. Ci siamo accorti che lo portavano su dei sommozzatori e abbiamo notato che non si muoveva. E ci siamo subito allarmati. Ci diceva che non riusciva a muoversi e non riusciva a respirare.

L'ambulanza era sul posto? E i soccorsi sono stati immediati?

L'ambulanza era lì, sì. Lo ha trasportato al Sandro Pertini (di Tivoli, ndr). I soccorsi sono stati immediati, non posso negarlo. Mi sono spaventata tanto, però.

Quindi, a quel punto cosa è successo?

Ci hanno poi fermato, ci hanno dato delle coperte, ci hanno messo vicino al caldo e poi in un container. Eravamo bagnatissimi con queste imbracature di sicurezza, insomma, abbiamo tolto qualcosa, ma quella imbracatura bagnata e imbottita l'abbiamo tenuta. E si gelava con quelle cose.

Ma riguardo all'incidente, nessuna menzione? 

Ci hanno rassicurato e ci hanno chiesto di non parlare con gli altri concorrenti al fine di non spaventarli. Mi sento molto in colpa di non aver avvisato gli altri, perché poteva succedere qualcosa anche a loro.

E prima di cominciare il Genodrome, c'era stato un riferimento a questo momento dei rulli? 

Ci hanno dato una serie di avvisi, tra cui quello di non ostacolare la caduta, di accompagnarla e di lasciarsi cadere. E io a quel punto mi sono allarmata, ci dicevano: "Se ti viene da cadere, accompagnala e non restare sul rullo". Questi rulli sono tosti, non sono morbidi. Lo spazio tra un rullo e l'altro è fatto e pensato per far cadere la persona, ma la piscina non è molto alta. Probabilmente, questo ragazzo è caduto sul fondo, ma queste considerazioni le abbiamo fatte solo dopo. Il gioco dei rulli è pericoloso perché arrivi stanco, zuppo e sporco da altre prove.

Quindi, subito dopo l'infortunio, ci sono stati momenti concitati? 

Si, è venuto anche Bonolis dove stavamo noi, c'erano alcuni che dicevano: "Quel Genodrome non andrà mai in onda perché questo ragazzo si è fatto male…". Vedere andare via una persona che gareggia con te con la barella, non è stato piacevole. Ora non le so dire chi, ma era dello staff, la mattina dopo io gli dico: "Dimmi la verità, si è fatto male?" e lui ha abbassato lo sguardo. Non mi ha risposto, ma non era difficile capire che era grave.

Però, lei le ha firmate le liberatorie?

Io ho letto la maggior parte delle cose che ho firmato. Io l'ho firmata perché mi sono detta: "Se io non me la sento di farla, mica la faccio". Per quanto riguarda la prova di coraggio, ho letto come si svolgeva e non ho neanche firmato.

Non ha firmato la prova di coraggio? E come mai? 

Siccome ho tre figli…