La Champions League andrà in onda in chiaro su Mediaset. L'ultima parola sulla querelle che vede protagoniste RaiMediaset e Sky è stata detta dal Tribunale di Milano che ha respinto il ricorso dell'azienda di Viale Mazzini. Le partite dell'importante evento sportivo saranno trasmesse in chiaro da Mediaset sia nella stagione 2019/20 che nella stagione 2020/21.

L'accordo saltato tra Rai e Sky

Tra Rai e Sky era stato siglato un accordo per trasmettere una partita in chiaro ogni mercoledì oltre alle due semifinali e alla finale. Inoltre, dopo un anno, la Rai avrebbe potuto esercitare il diritto di opzione e assicurarsi le due edizioni della Champions League successive. L'accordo, tuttavia, prevedeva anche che Sky mantenesse i diritti di tutte le partite di Serie A. Cosa che, con l'avvento di DAZN, non è più stata possibile. Venendo meno questa condizione, Sky non ha più ritenuto esercitabile l'opzione da parte della Rai. Quest'ultima è quindi ricorsa alle vie legali. Già lo scorso giugno, però, il Tribunale si era espresso a favore di Sky. In queste ore, anche il secondo ricorso è stato respinto. La Rai, secondo quanto riporta ‘Repubblica', sarebbe stata chiamata a pagare anche le spese legali che ammonterebbero a 15 mila euro a Mediaset e 10 mila euro a Sky.

La nota di Usigrai e del cdr di Rai Sport

Mediaset, rilanciando con un'offerta pari a 5 milioni in più rispetto ai 40 milioni offerti dalla Rai, è riuscita ad aggiudicarsi i diritti della Champions League. Le partite verranno accompagnate dalla telecronaca di Pierluigi Pardo, mentre in studio ci sarà Giorgia Rossi. Alla Rai, ora, non resta che attendere il 2021 quando si aprirà la possibilità di stipulare un nuovo contratto. Intanto, in una nota, Usigrai e il cdr di Rai Sport evidenziano la loro delusione:

"Con la decisione del Tribunale di Milano la partita Champions League è finita per la Rai. E sinceramente anche un risarcimento futuro a noi interessa relativamente. La Rai era tornata protagonista nei grandi eventi internazionali, e ora si ritrova con un pugno di mosche. Esattamente il rischio che denunciammo da subito. Ci aspettiamo che il prossimo Cda metta all'ordine del giorno della prima riunione il tema dei Diritti Sportivi: questa non è una questione che riguarda solo la redazione di Rai Sport, ma l'intera azienda. Non è tollerabile perdere il Mondiale di calcio, e poi investire in maniera così sprovveduta su un evento internazionale lasciando il coltello dalla parte del manico alla controparte. Mondiali di calcio, Champions, Europa League, Serie A di calcio femminile, Formula 1, Motomondiale, Grande tennis: si allunga la lista degli eventi dai quali la Rai è rimasta fuori. E anche quando l'azienda acquista dei diritti, ci fa fare le comparse, costringendoci a lavorare male e a fare i salti mortali per fornire un prodotto degno del servizio pubblico. Per non parlare del sostanziale vuoto sui diritti per il web e le nuove piattaforme come nella assurda scelta di rinunciarci per le Olimpiadi di Tokyo 2020. Intanto noi ne parleremo nell'assemblea di redazione già fissata per fine mese. Da subito chiediamo un incontro urgente ai vertici aziendali".