3 Dicembre 2017
20:37

Carlo Conti instancabile, con la Corrida e i David di Donatello conduce 7 programmi in un anno

Nonostante la fine del suo ciclo fortunato col Festival di Sanremo 2017, Carlo Conti, tra eventi, programmi di più serate e la chiamata d’emergenza a L’Eredità, condurrà la bellezza di sette programmi su Rai1 nella stagione 2017-2018.
A cura di Andrea Parrella

Accostare Carlo Conti a Pippo Baudo non è più un peccato di iperbole. Anzi, al netto della fama che li separa dovuta evidentemente a curriculum e dati anagrafici, si potrebbe dire che in questo momento storico particolare della Rai, il conduttore toscano rappresenti una figura di rilievo ancora maggiore di quella che il presentatore con più Sanremo all'attivo della storia ha avuto per il servizio pubblico.

Sei programmi in una sola stagione televisiva

Il successo di Tale e Quale Show 2017 è solo la conferma ennesima per un programma che da anni riesce sempre a imporsi come uno dei più seguiti della stagione televisiva. Ma nell'anno in cui Conti ha detto stop al suo fortunatissimo triennio di Festival, quello in cui sembrava orientato a prendersi del meritato riposo, il conduttore di punta della rete è stato invece chiamato all'ennesima impresa, e condurrà in una sola stagione ben sette  programmi diversi, tra serate evento e trasmissione di maggiore durata. Quattro sono i titoli degli ultimi quattro mesi del 2017, dalla serata dedicata a Luciano Pavarotti del settembre 2017 a Tale e Quale Show, passando per l'impegno ad interim a L'Eredità (in attesa del ritorno di Frizzi dopo il malore) e la serata speciale dell'8 dicembre dedicata ai 60 anni dello Zecchino d'Oro.

Conti condurrà La Corrida e i David di Donatello

Non sarà meno impegnativo il primo semestre del 2018, con lo sbarco del conduttore su Rai3, dove debutterà alla guida di Ieri e oggi, programma che racconterà, attraverso le teche Rai, i grandi personaggi della tv. Poi l'approdo de La Corrida su Rai1 e il ritorno dei David di Donatello a viale Mazzini dopo due edizioni targate Sky (l'ultima volta li aveva condotto Tullio Solenghi ed erano stati trasmessi in differita da Rai1). Come se non bastasse, da alcuni mesi l'indefesso dipendente del servizio pubblico ha assunto la carica di direttore artistico di Radio Rai, promettendo che per questo avrebbe fatto meno televisione. Affermazione che, a seguito di un fact checking facile facile, assume le fattezze di una fake news bella e buona.

Il jolly della Rai

Insomma, nonostante il passaggio fortunatissimo a Sanremo abbia garantito a Conti la possibilità di affrancarsi dall'immagine del jolly tuttofare, in grado di essere sempre a disposizione dell'azienda ma incapace a caratterizzarsi a pieno e rendersi, dunque, indispensabile, la Rai non può proprio fare a meno di lui. Visti gli ascolti e il gradimento che riesce a portare puntualmente a casa, verrebbe da dire che questa cosa è più che motivata.

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