Dopo le polemiche delle scorse ore sull'intervista a Lucia Panigalli, parla Bruno Vespa. Il conduttore televisivo, contestato per i toni e una certa leggerezza con la quale avrebbe affrontato l'intervista alla donna scampata al femminicidio, ha parlato del contestato momento televisivo in un'intervista rilasciata a La Stampa, nella quale oltre al confronto televisivo tra Renzi e Salvini che andrà in onda a Porta a Porta nei prossimi giorni, non ha potuto evitare una domanda inerente le polemiche sul suo conto. Alla domanda se rifarebbe quell'intervista a Lucia Panigalli, il giornalista di Rai1 ha risposto rivendicando la scelta di intervistare la donna, imputandosi solo la responsabilità di qualche sbavatura:

Certo che la rifarei, ma cercherei di stare attento a non usare frasi che possono prestarsi ad equivoci. Negli ultimi 18 anni di lavoro ho dedicato 6 trasmissioni alle donne. Ho dato spazio alle madri di ragazze uccise, alle donne sfregiate o violentate che hanno voluto parlare della loro tragedia. Mi hanno confortato, oltre l'ondata di aggressività che ho subito, i tanti messaggi di solidarietà, il più importante quello di Lella Golfo, presidente del Premio Bellisario dedicato alle donne.

Parole che probabilmente non si riveleranno sufficienti a risparmiare Vespa da un provvedimento disciplinare da parte dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, in seguito all'intervista a Lucia Panigalli. La leggerezza e l'atteggiamento essenzialmente indulgente del giornalista nei confronti dell'uomo colpevole di aggressioni a Lucia Panigalli saranno oggetto di verifiche da parte della stessa Rai1, come il direttore Teresa De Santis e l'amministratore delegato Fabrizio Salini hanno gatto sapere.

Si potrebbe riaprire il caso giudiziario

Nel frattempo il caso mediatico ha avuto anche dei risvolti sulla vicenda giudiziaria. Stando a notizie di agenzia rischia infatti di tornare in carcere Mauro Fabbri, l'aggressore di Lucia Panigalli. La procura generale di Bologna, col sostituto pg Valter Giovannini, riporta la Nuova Ferrara, ha presentato richiesta di revoca della "liberazione anticipata" dell'intero periodo di 570 giorni che il magistrato di sorveglianza aveva concesso all'uomo per la pena di 8 anni e 4 mesi per il tentato omicidio della ex compagna, risalente al 2010. Fabbri, che è attualmente libero grazie ad uno sconto di pena per buona condotta, aveva ordinato dal carcere di uccidere Lucia Panigalli una seconda volta, nel 2015.  Fatto, quest'ultimo, per il quale era stato assolto, con successiva disposizione di libertà vigilata.