Bruno Vespa, è ufficialmente nell'occhio del ciclone per le modalità con cui ha condotto l'intervista di martedì 17 settembre a Lucia Panigalli, la donna sopravvissuta ad un tentato omicidio da parte del suo ex compagno, che il giornalista ha voluto ascoltare nel corso della sua trasmissione in seconda serata. Alle polemiche che lo hanno immediatamente raggiunto nell'arco di queste ore, il padrone di casa di Porta a Porta non ha esitato a rispondere.

La replica di Bruno Vespa

Un'intervista che ha destato non pochi malumori, non solo da parte dell'opinione pubblica italiana, ma anche da parte degli organi competenti (Ordine dei giornalisti, Usigrai, Fnsi) che hanno avviato un immediato provvedimento disciplinare nei confronti di Bruno Vespa. Il volto storico di Rai1, durante il colloquio avvenuto in trasmissione, ha rivolto delle domande tendenziose e offensive alla Panigalli, mostrandosi talvolta irrispettoso nei confronti della tragica situazione vissuta dalla donna, scampata ad un tentato omicidio, dopo anni di violenze e soprusi. Il giornalista non ha esitato a commentare quanto è accaduto, in maniera piuttosto piccata:

Sorpreso e indignato da alcune reazioni alla mia intervista di ieri sera alla signora Lucia Panigalli . Se c’è una trasmissione che dalle sue origini si è fatta portavoce della tutela fisica e morale delle donne vittime di violenza questa è ‘Porta a Porta. Abbiamo invitato la signora proprio perché il suo caso è clamoroso e allo stato la legislazione non è in grado di proteggerla in maniera adeguata. È gravissimo che si voglia estrapolare una frase da un dialogo complessivo di grande solidarietà e rispetto. La risposta migliore a queste calunnie sono i ringraziamenti che abbiamo ricevuto dalla signora e dal suo avvocato.

Le dichiarazioni dell'avvocato

Bruno Vespa, quindi, dopo essersi scusato per aver usato una terminologia che alle orecchie dei telespettatori, e non solo, è sembrata offensiva nei confronti di una donna provata dall'aver vissuto un'esperienza terrificante, ha comunque voluto sostenere e tutelare gli intenti della sua trasmissione. A supportare quanto dichiarato dal giornalista anche le parole del suo avvocato, raggiunto dal Corriere della Sera:

La frase su cui si sono concentrate le speculazioni, per le quali si è immediatamente scusato, è frutto di un’affermazione assolutamente involontaria, pronunciata nel contesto di una serata dedicata alla difesa delle donne e, in particolare, alla denuncia della drammatica aggressione subita dalla signora Panigalli, che ancora vive momenti quotidiani di terrore.