Ieri, nella chiusura di Pomeriggio 5, Barbara D'Urso ha voluto fare gli auguri di buon compleanno a uno dei nomi storici della musica italiana: Tony Renis ha infatti compiuto 83 anni. Peccato che la conduttrice sia scivolata in una gaffe clamorosa e subito autocorretta. Ha infatti scambiato il cantante per il collega Little Tony, che però è morto nel 2013 (e oggi avrebbe 80 anni).

Lo scivolone di Barbara D'Urso

L'entusiasmo nel fare gli auguri all'amico Renis a fine puntata ha giocato un brutto tiro alla presentatrice, che si è accorta immediatamente dell'errore ed è apparsa costernata: "Oggi compie 83 anni il grandissimo zio Tony, Little Tony! Little Tony? Che ho detto, Dio mio. Perdonatemi! Tony Renis, il mio grandissimo amico Tony Renis. Un abbraccio, ti voglio bene". C'è da scommettere che il cantante la perdonerà senza problemi.

Da Tony Renis a Little Tony, cantanti e nomi d'arte

Una gaffe assolvibile, quella della D'Urso, che ha solo fatto confusione. "Colpa" della mania per i nomi d'arte anglicizzati ai tempi del beat? Ricordiamo che in realtà Tony Renis si chiama Elio Cesari e ha scelto il suo pseudonimo in onore del pittore Guido Reni e dell'attore Tony Curtis. Little Tony era invece Antonio Ciacci e aveva scelto il suo nome d'arte in omaggio al grande artista afroamericano Little Richard. L'elenco, a questo punto, sarebbe lungo. Potremmo anche citare Bobby Solo, all'anagrafe Roberto Satti, il cui pseudonimo nacque da un'incomprensione con la segretaria della casa discografica (avrebbe dovuto chiamarsi "solo Bobby"). Oppure Teddy Reno, al secolo Ferruccio Merk Ricordi, che scelse dopo aver attraversato il fiume Reno e aver suonato col direttore Teddy Foster. E ancora, si potrebbe citare Don Backy (Aldo Caponi), Fred Bongusto (Alfredo Antonio Carlo Buongusto), Patty Pravo (Nicola Strambelli), Ricky Gianco (Riccardo Sanna), Johnny Dorelli (Giorgio Guidi) e tanti altri. Del resto, la tradizione del nome d'arte, spesso con assonanze straniere o esotiche, è un'usanza che non si è mai arrestata e continua ancora oggi, da Nek a Baby K, da Stash a Morgan.