Nel corso di un’intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica Circo Massimo, Barbara D’Urso fa il punto sulla stagione televisiva appena conclusa. Con Live – Non è la D’Urso, format partito quest’anno e scritto dalla conduttrice insieme a Ivan Roncalli, Barbara si è occupata a lungo del caso dell’anno: il matrimonio mai celebrato tra Pamela Prati e l’inesistente Mark Caltagirone. La D’Urso se ne è occupata in tv, portando avanti mesi di ricerche che sono andate di pari passo con quelle dei giornali. A qualche mese da quel momento, elementi concreti alla mano, ha tirato le somme:

La vicenda del finto matrimonio di Pamela Prati è diventata così importante per gli italiani perché non è più una storia di gossip, ma una cosa giudiziaria. Tutto è partito da Dagospia, poi sono uscite cose assurde. Probabilmente dietro ci sono delle truffe, e c’è un universo gravissimo. Da anni mi preoccupo di truffe amorose, ma questa cosa è diventata ancora più pesante quando una signora ha riconosciuto il suo bambino quale Sebastian, finto figlio di Mark Caltagirone. Sono rimasta scioccata. Ho visto i video di questo bambino che dice sono malato, sto facendo la chemio… Cose di una gravità assurda. Quindi ho affondato la lama.

Star di Mediaset corteggiata dalla Rai

Fedele “all’azienda”, la D’Urso è uno dei volti di punta dei canali Mediaset con ben 4 trasmissioni all’attivo contemporaneamente. Adesso è in vacanza ma tra due mesi al massimo, puntuale, riprenderà il suo posto di fronte alle telecamere: “Riparto con tutte e quattro le trasmissioni, non cambierà niente, a meno che non me ne chiedano una quinta! Sono talmente aziendalista, un soldato, che se fosse stato fondamentale per Publitalia sarei andata avanti con Live. Ma vorrei fermarmi e soprattutto disintossicare i telespettatori dalla d’Urso, dalla voce della d’Urso e dalla faccia della d’Urso. Ne parlo in terza persona perché anche per me a volte lei è un mostro”. Il suo futuro professionale resta legato alla più nota televisione commerciale italiana, ma sul futuro non fornisce certezze:

Adesso non potrei rinunciare a nessuno dei miei programmi. Pomeriggio 5 mi ha cambiato la vita, mi ha portato a trasferirmi a Milano da Roma, sono in diretta tutti i giorni, mi consente di portare avanti le mie battaglie. Sono orgogliosissima, sono riuscita a far approvare la legge che permette di mettere le telecamere negli asili e nei centri per anziani, quindi a quello non potrei mai rinunciarci. Domenica Live è Domenica Live, l’ho creata sulla mia pelle. Al Grande Fratello mi diverto da pazzi. E Non è la d’Urso è un gioiellino. […] Sono da 15-16 anni a Mediaset in esclusiva , ho un rapporto di forte stima reciproca con Pier Silvio Berlusconi, ma ci sono stati degli abboccamenti da parte della Rai… Ancora per un po’ sono qui, poi vediamo che succede.

La tv del dolore

Infine, la D’Urso rispedisce al mittente le accuse di chi sostiene faccia un tipo di televisione di nicchia. Tv trash o televisione del dolore: sono queste le etichette che qualcuno attribuisce ai suoi programmi. “Che cosa significa tv trash?” si chiede Barbara che difende contenuti, scelte editoriali e personaggi:

È trash quello che sto facendo con Pamela Prati? Allora sono diverse trasmissioni a essere trash. È trash il Grande Fratello? Allora tanti reality lo sono. Allora tutta la televisione del mondo è trash. Tv del dolore? Le accuse non mi toccano. Io faccio una trasmissione sotto testata giornalistica, mi occupo dei fatti del giorno. E se c’è una donna che viene uccisa da suo marito e la madre, cercata da tutte le televisioni, decide di venire in trasmissione e fare un appello, piangendo, con Barbara d’Urso, cosa faccio? Dico no? Io sono ben felice di accogliere quella mamma che piange in diretta da me e avere l’occasione di dire alle donne ‘Chi ti picchia non ti ama’, come faccio da 12 anni. Se la chiamano televisione del dolore, chi se ne frega. Io sto cavalcando una mia battaglia.