La sede del collettivo satirico brasiliano "Porta dos Fundos", ubicata in una zona popolare di Rio de Janeiro, è stata attaccata all'alba di martedì 24 dicembre 2019 con due bottiglie Molotov. Stando a quanto riferito dall'ufficio stampa del collettivo, l'attacco sarebbe avvenuto intorno alle 4 del mattino. Il collettivo satirico è diventato noto per "La prima tentazione di Cristo", film Netflix in cui Gesù viene raffigurato come un gay che non ha alcuna intenzione di adempiere alla missione affidatagli da Dio. A causa delle veementi proteste dei cristiani, Netflix si è vista costretta a rimuovere il film dal suo catalogo.

La dichiarazione del gruppo

In una dichiarazione, pubblicata su Twitter, il gruppo prende le distanze da qualsiasi atto di odio e di violenza e ha confermato di essere in possesso delle riprese delle telecamere di sicurezza e di averle messe a disposizione delle autorità competenti, al fine di trovare i responsabili degli attacchi. Uno degli attori del gruppo, Fabio Porchat, ha dichiarato: "Non ci faranno stare zitti! Mai! Continueremo a essere vigili e forti". 

Il messaggio di Paulo Coelho

Anche lo scrittore Paulo Coelho ha invitato la collettività a tenere alta l'attenzione sul fenomeno: "Attenzione! Se i terroristi che hanno attaccato Porta dos Fundos non vengono immediatamente puniti, si spingerà il Paese verso un conflitto di proporzioni gigantesche". 

Il film della polemica

Il gruppo satirico "Porta dos Fundos" è famoso per il film "La prima tentazione di Cristo". Quarantasei minuti di satira e blasfemia: Jesus (Gregorio Duvivier) sta per compiere 30 anni ed è di ritorno dal deserto accompagnato da Orlando (Fabio Porchat), il suo compagno. Tornato a casa, ad attenderlo Maria e Giuseppe che gli rivelano che è stato adottato e che il suo vero padre è Dio ed ha una missione per lui. Gesù però rivela di essere omossessuale e di non essere assolutamente d'accordo con il futuro che il suo vero padre ha riservato per lui.