La rivoluzione dell'Auditel, quella che porterà alla rilevazione di tutti gli strumenti che vanno oltre la televisione, è ancora un miraggio per il servizio pubblico. A differenza degli altri competitor, la Rai non è ancora pronta ad abbracciare la "total audience", la nuova metodologia di rilevazione. Auditel, però, si aspetta da Viale Mazzini centralità nell'approcciare a quello che è un cambiamento epocale. Stando alle ultime indiscrezioni, proprio la Rai starebbe bloccando l'entrata in funzione della nuova rilevazione perché ha paura di perdere quote di mercato rispetto ai competitor.

Dopo le parole di Andrea Imperiali, presidente di Auditel, in audizione in commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi (Pd) ha presentato una interrogazione al presidente Marcello Foa e all'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, per capire se è vero che la Rai starebbe bloccando l’entrata in funzione definitiva del cosiddetto “total audience”.

La Rai a che punto è? Nel confronto con gli altri operatori, come Mediaset, premesso che qualsiasi innovazione può causare preoccupazione, dato l'ambito nuovo e diverso che impatta su dimensioni diverse, noi abbiamo avuto una interlocuzione con Rai sulla base della massima collaborazione. Ma devo dire che sono un po' indietro anche sugli aspetti di finalizzazione di questo impegno. Saremo felici se, sotto questo profilo, il servizio pubblico si dimostri protagonista di questo cambiamento. Anzi, auspichiamo che il servizio pubblico possa essere il primo ad aderire, possa essere centrale in questa nuova forma di rivelazione.

Le parole di Andrea Imperiali, presidente di Auditel, durante l'audizione in commissione di Vigilanza, confermano il momento di incertezza oltre alla speranza della società di rilevazione che la Rai diventi punto centrale di questa rivoluzione.