Anna Lou Castoldi è la grande novità della terza stagione di Baby, l'ultima della serie italiana disponibile su Netflix dal 16 settembre. È un debutto importante, il suo primo ruolo di rilievo, ma non è il suo debutto assoluto. Abbiamo parlato con la giovanissima artista del suo personaggio: "Aurora è cucita su di me, mi rispecchio davvero tanto". Anna Lou si apre e parla con grande tenerezza e orgoglio della sua famiglia. Su Morgan: "Mio padre è un genio, lo ascolterei anche se io non fossi sua figlia" e su Asia Argento: "Adoro i film di mia madre, ho visto ‘Scarlet Diva' quando avevo cinque anni, ma non lei non lo ha mai saputo". E su nonno Dario: "Sono cresciuta sui suoi set, una volta ho viaggiato per tre ore con attori vestiti da zombie e pensavo: ‘Che figo!".

Anna Lou, la grande novità della terza e ultima stagione di Baby è la “tua” Aurora. Ci parli di lei?

Aurora è una ragazza dotata di grande calma interiore. È figlia di intellettuali, pensa molto, ha viaggiato molto e ha fatto molte esperienze. Sulla base di questo, il suo personaggio aiuterà Damiano a capire alcuni lati del suo carattere. È un personaggio positivo.

Che tipo di lavoro hai fatto sul personaggio?

Quando sono andata a fare il provino non c’era una idea fissa su Aurora. Quindi l’abbiamo costruita con i registi, che hanno quasi cucito tutto su di me, lasciando coincidere molti punti di quello che sono io. Me la porterò con me per tutta la vita, perché mi rispecchia davvero tanto.

Conoscevi la serie, come spettatrice?

Si, avevo visto la prima stagione. Quando mi hanno chiamata per il provino, mi sono mangiata la seconda stagione in una notte.

Hai fatto un po’ di sano binge-watching. Quali serie guardi, oltre Baby?

Sono molto legata ai cartoni animati per adulti, come Rick e Morty. Ma soprattutto Adventure Time. Sono un po’ infantile su questo.

Ma che infantile? E io, che ho 37 anni e guardo Adventure Time, che devo dire?

Ma dai! È bellissimo. Conta che io ho un quadernino su cui scrivo ogni collegamento con gli episodi. Sono davvero emotivamente legata a tutti i personaggi. Ho pianto in Stagione 6 quando si scopre chi è il padre di Finn.

Solo cartoni animati? E qualche serie tv preferita?

Black Mirror su Netflix mi è piaciuto tantissimo, mi piace quel genere di cose: finisci un episodio, ti fai mille domande esistenziali e non ricordi più chi sei.

Sei iscritta alle Belle Arti, scrittura creativa e regia, so che scrivi e leggi tanto. Ma chi è Anna Lou Castoldi e cosa farà da grande?

Anna Lou Castoldi è un essere umano. È l’unica certezza che ho in questo momento.

Con Baby si parla di debutto, ma in realtà tu hai già diverse cose in carriera. Mi riferisco a “Incompresa” di Asia Argento per il cinema e, nella musica, “Da A ad A” di Morgan dove canti in “U-Blue”. Cosa conservi di quelle esperienze?

Conservo tutto, anche se ero piccola mi sono formata attraverso queste cose. Il fatto di averle condivise con i miei genitori è stata un’esperienza davvero profonda. Molti di quelli conosciuti sul set di "Incompresa", sono oggi miei migliori amici. “U-Blue” cantata con mio padre è stata una fantastica canzone che riesco ad ascoltare una volta all’anno e non di più.

Perché?

Mi riporta in un luogo di nostalgia pura e ogni volta scoppio a piangere. È parte di me e della mia vita.

Conosci tutti i film di tua madre?

In realtà, no. Ho visto solo tre film di mia madre, sono fan principalmente dei suoi lavori da regista.

Per esempio?

Adoro Scarlet Diva. Lo conosco a memoria. L’ho visto quando avevo cinque anni di nascosto. È una storia che fa un sacco ridere.

Ce la racconti?

Mia madre era in viaggio per lavoro. Ero con la tata e lei mi chiese quale videocassetta mi andava di vedere. C’era Spongebob, Hello Kitty e cose così. Io le chiesi di mettermi la cassetta di Scarlet Diva e mi lasciò da sola nella stanza. Hai presente che il film è molto esplicito, no?

Eh, sì…

Ecco. Lì per lì mi sono fatta due domande, poi per anni non ci ho più pensato. Mia madre più in là mi disse: “Non potrai vederlo fino a quando non farai 16 anni”. Ecco, io però l’avevo già visto undici anni prima.

E di Morgan? Ho l’impressione che tu sia cresciuta con la sua musica. 

Io adoro la musica di mio padre. Lo ritengo un genio e spacca tantissimo, da solo come con i Bluvertigo. La sua musica l’ascolterei a prescindere anche se non fosse mio padre.

Canzoni preferite?

“Altrove” è la hit universale, ma anche “Cieli Neri” e “Amore Assurdo”. “Amore Assurdo” penso sia la sua vetta assoluta.

A 16 avevi detto di non avere ancora tatuaggi e di aspettare i 18, perché mamma non voleva. Adesso ne hai 19, quanti tatuaggi hai?

Ne ho già quattro. Però ho barato un po’, perché ho iniziato a 17.

Vabbè, quattro in tre anni mi sembra una buona media.

Vuol dire che tra quattro anni ne avrò quanti? Facciamo una decina.

Hai un modo di gestire i social autentico e anticonvenzionale. Guardo i tuoi post e mi sento felice perché penso che con te il punk abbia ancora una speranza.

Che figata, sì. Io adoro il punk inteso come qualcosa che non può essere etichettato. Cercare di non essere definita per me è importante. Non so perché ho scelto Instagram, però mi diverte fare quegli edit, non mi impegno tantissimo, ma è gratificante vedere che ci sia gente che mi segue per le cose che posto. Sono io e cerco di mostrare questo, me stessa.

Anna Lou scrittrice: hai qualche manoscritto nel cassetto?

Ho quaderni e quaderni e quaderni di poesie, scritte tutte davvero a livello compulsivo. Però, ora come ora, non so se ho intenzione di condividerle. Magari in futuro.

Tuo nonno è Dario Argento.

Stimo davvero tanto mio nonno, come uomo e come artista. Io sono andata su vari set suoi da piccola. Ho fatto un viaggio di tre ore con tutti uomini vestiti da zombie e io pensavo: “Che figo sto in una macchina piena di zombie”.

Hai visto anche i suoi film?

Li vedevo più da piccola. Mi ricordo l’undicesimo compleanno, ci siamo riuniti tutti per vedere Demoni 2.

E com’è andata?

Tutti si sono cagati sotto e io mi divertivo a farli spaventare.