Dal 29 giugno condurrà La Vita in Diretta Estate con Marcello Masi, raccogliendo il testimone da Lorella Cuccarini e Alberto Matano (a quanto pare ai ferri corti). Andrea Delogu si prepara a questa sfida generalista, forte di un curriculum di tutto rispetto e della reputazione che la precede: essere espressione del nuovo della Rai. Un vantaggio, ma anche un limite, sicuramente una notizia televisiva. Dell'approdo allo storico contenitore pomeridiano abbiamo chiesto direttamente a lei, che ci racconta il senso di questa nuova esperienza dopo anni di radio, Stracult e la consacrazione di Renzo Arbore.

Andrea, possiamo dire che sei diventata televisivamente grande?

Diciamo che è obiettivamente una promozione, un infotainment quotidiano in cui, oltre a parlare di cose artistiche come quelle di cui mi sono occupata fino ad oggi, soprattutto con Stracult, andiamo a trattare la notizia, è oggettivamente una responsabilità.

Credi che sia il tuo campo di pertinenza?

A La versione delle 2 in radio io e Silvia Boschero lo facciamo quotidianamente, che si tratti di cronaca rosa o nera cerchiamo di trattare gli argomenti di principale discussione. In un certo senso mi alleno da 5 anni per un contesto di questo tipo in cui l'attualità si mescola alla cronaca.

Il profilo strettamente giornalistico di Marcello Masi è complementare al tuo.

Stiamo provando a darci reciprocamente delle responsabilità un po' inattese per entrambi: lui non vede l'ora di parlare di spettacolo, argomento che io forse conosco di più e io non vedo l'ora di trattare temi informativi per dimostrare che sono capace.

Marcello Masi e Andrea Delogu
in foto: Marcello Masi e Andrea Delogu

Arrivate alla conduzione di un contenitore che è stato tra i pochi a rimanere accesi durante il periodo complicato del lockdown. Hai seguito in quella fase i tuoi predecessori?

Ho una gran stima nei confronti di Alberto Matano e Lorella Cuccarini ed ho seguito la loro impostazione in questi mesi. Fare un paragone è chiaramente impossibile perché, banalmente, è estate e l'augurio è poter dare anche una svolta in una chiave di leggerezza che loro, durante la quarantena, non hanno potuto chiaramente proporre.

Per le mamme e le zie che ti vedranno a La Vita in Diretta sarai, almeno in una fase iniziale, la ragazza coi tatuaggi. Non credi che la cosa abbia inevitabilmente un valore simbolico e sia un cambio di paradigma visivo per il telespettatore?

Assolutamente sì, è così che mi presento. Credo il pubblico più ampio sia pronto a capire che il tatuaggio non fa il monaco. Io ho dei tatuaggi piuttosto evidenti, che non ostenterò né nasconderò: sono lì, la gente lo sa e questo non intacca la mia professionalità. Trovo bello che un contenitore così importante e pulito abbia una conduttrice leggermente più pop.

Dal racconto di un'estate "diversa" non dovrebbero essere esclusi i ragazzi. Forse Rai1 ti ha scelta proprio perché puoi essere un ponte tra gli habitué de La Vita in Diretta e quei giovani che il servizio pubblico fatica ad attrarre?

La prima cosa che mi ha trasmesso Stefano Coletta è stata proprio la volontà di mescolare i linguaggi. L‘intenzione è quella di costruirlo questo ponte, per unire diverse fasce di pubblico. Non si vuole snaturare il contenitore, ma è importante che si inizino a fare degli innesti.

Da settimane porti avanti una rubrica personale sui social approfondendo l'etimologia e il significato di una parola diversa ogni giorno. Questa cosa può avere una sua traduzione televisiva a La Vita in Diretta?

La stiamo valutando perché quella è una cosa più statica. La parola è certamente viva, ma non si tratta di un contenuto in movimento, bisognerebbe trovare il modo di renderla televisiva, perché è interessante ma non deve annoiare e rischiare di essere calata dall'alto, come un insegnamento che oggettivamente sarebbe indigesto.

Dopo il teatro debutterai anche al cinema con un film , "Divorzio a Las Vegas", in cui reciti con Morelli, Memphis e Tognazzi. Troppe cose non rischiano di storpiare?

Ci ho pensato, in effetti. Ma poi mi sono detta che il mio obiettivo è quello di essere una comunicatrice e che un lavoro può essere fatto bene se ti attieni a quello scopo, anche in un campo diverso da quello in cui lavori di solito. Poi è chiaro che il pubblico deciderà se il film andrà bene o male, ma mi sono divertita e va bene così.

Sei arrivata alla conduzione di uno dei programmi più ambiti della Tv. Dopo cosa c'è?

Sono abituata ad evitare l'eccesso di pressioni. Per ora mi concentro su La Vita in Diretta Estate e poi si vedrà.

Per il momento ti tocca prepararti a un'estate di lavoro e senza vacanze.

Ah quindi l'intervista finisce con te che mi sbeffeggi?