Quarta puntata del serale di Amici 20 ed ennesimo scontro in prima serata tra Lorella Cuccarini e Alessandra Celentano. Al centro del battibecco c'è, ancora un volta, l'esibizione di Martina Miliddi che la storica maestra di danza della scuola più amata d'Italia ritiene non sia all'altezza della trasmissione. Tra le due insegnanti c'è un risentimento, affatto nascosto e Lorella Cuccarini non esita a manifestare il suo dissenso per un atteggiamento che reputa inadeguato.

L'attacco di Lorella Cuccarini

Al centro del dibattito c'è il guanto di sfida che Alessandra Celentano ha lanciato alla squadra avversaria tra Martina e Serena, su un terreno particolarmente favorevole per la prima ballerina, dal momento che si tratta di una performance di latino americano. Dopo la lettura della motivazione che ha spinto la Celentano ad avanzare questa sfida, è Lorella Cuccarini a prendere la parola dichiarandosi contraria da quanto detto dalla collega di Rudy Zerbi durante un incontro pomeridiano con le due allieve. La showgirl, quindi, afferma:

Mi è piaciuto l'incontro che c'è stato in uno di questi pomeriggi con entrambe le ragazze, ma tu hai detto Martina è l'unica che deve avere paura qui e perdonami, ma non mi è proprio piaciuto quello che hai detto, non c'è nessuno che deve avere paura, lasciamo ballare e divertire le ragazze, questo mestiere è passione, amore, nessuno dovrebbe mai avere paura.

Alessandra Celentano ribatte

Alessandra Celentano, però, non si lascia scoraggiare da questo attacco e, ancora una volta, ribadisce il suo intento: "Io credo che Martina non meriti di stare qui, dopo 12 anni di studio, dovrebbe essere ad un altro livello e io questo non lo vedo" e poi, parlando della sua allieva aggiunge: "Serena non ha mai studiato latino in vita sua, però si mette in gioco perché è in grado di farlo". La maestra di danza sottolinea un concetto più volte espresso nel corso di queste puntate, ovvero che i guanti di sfida sono stati sistematicamente cambiati, modificandoli in base alle esigenze di chi avrebbe dovuto interpretarli e questo, quindi, non è sintomo di crescita e talento.