La Vigilia di Natale con Alessandro Siani. Manca poco allo storico appuntamento di Sky e Now Tv. "Stasera felicità", in onda il 24 dicembre, è il primo show televisivo nazionale del regista e comico napoletano: "Mi è arrivata una telefonata dal presepe. Mi hanno detto di non iniziare a mezzanotte che c'è un altro evento". Scherza Alessandro Siani in una intervista firmata da Chiara Maffioletti per il Corriere della Sera: "Non è un one-man show, è difficile da spiegare. È comunque qualcosa di sperimentale". E sulla vita da comico: "Il mio non è un lavoro, è una passione a tempo indeterminato". 

Alessandro Siani racconta Stasera felicità

Alessandro Siani è nato in televisione, pochi lo ricordano. Ha mosso i primi passi nelle tv locali in Campania, tra trasmissioni diventate veri e propri cult, da "Telegaribaldi" con Biagio Izzo e Gianni Simioli fino a "Pirati". Ha anche condotto uno show tutto suo prima di approdare in tv sul nazionale a "Bulldozer". Questa però è la prima volta in assoluto che si ritrova protagonista televisivo di un show del genere. Tanti gli ospiti, da Diego Abatantuono a Giorgio Panariello. Nella serata anche quattro corti e un omaggio a The Truman Show con Jim Carrey.

Non è semplice da spiegare ma si tratta di qualcosa di diverso rispetto al varietà. È un insieme di linguaggi in cui c’è il cinema, il teatro e poi i classici sketch. Non so come andrà, ma è qualcosa di sperimentale. In quel film (The Truman Show, ndr) Jim Carrey usciva dal suo mondo per entrare nella vita reale, io faccio l’opposto: entro in una dimensione in cui ci sono telecamere ovunque e l’occhio del pubblico che mi guarda.

Il rapporto inesistente con i social network

Come è noto, Alessandro Siani non ha alcun tipo di rapporto con i social network. Non ha canali ufficiali, non gestisce nulla personalmente e negli anni ha dovuto anche denunciare l'apertura di numerose pagine a suo nome, fino a scegliere una delle più seguite come suo riferimento "non ufficiale".

Io però non sono su Instagram, non seguo i social… anni fa mi ero trovato ad avere tantissime pagine Facebook che non erano in realtà mie: feci una denuncia alla polizia postale ma a Facebook non c’era qualcuno con cui potevi parlare per farti tutelare e questo mi aveva lasciato un po’ così… so che ora le cose sono cambiate, ma mi rendo anche conto che sui social devi dare molto in pasto di te: quando mangi, quando dormi, dove vai, cosa fai… non so». Di fatto, rinuncia a un tornaconto economico: «So che girano cifre importanti, ma se l’alternativa è postare una foto mentre mangi, ci dobbiamo ragionare.