Il caso televisivo degli ultimi giorni è stato, senza ombra di dubbio, la vittoria di Alberto Angela al sabato sera contro "Amici Celebrities". Un successo inatteso, che ha fatto gridare al trionfo della cultura contro l'intrattenimento, regalando enorme soddisfazione a Rai1, ma anche qualche alibi.

Intervistato dal Fatto Quotidiano, il più noto divulgatore scientifico della televisione italiana ha analizzato il dato, mostrandosi tuttavia distaccato dal concetto di competizione con Maria De Filippi e dal risultato numerico in sé, ammettendo di ritenere una vittoria già la stessa possibilità di andare in onda in prima serata con un prodotto del genere:

Non facciamo questi programmi per il risultato, il nostro successo è già andare in onda in prima serata. Dall’altra parte ci sono
gruppi di altissima professionalità, leader del sabato sera. I dati, certo, vanno considerati, ma per me quello che conta è far arrivare la divulgazione scientifica a più persone possibile: sono loro il mio interlocutore. Ed è un risultato che si misura negli anni, non nelle singole puntate. I dirigenti Rai hanno avuto grande coraggio e l’affezione del pubblico dimostra che abbiamo avuto ragione. Siamo l’unico Paese al mondo che ha lanciato e vinto questa sfida

Uscendo quindi dallo schema della rivalità con l'avversario sulla TV commerciale, Alberto Angela, che sabato 5 ottobre tornerà con "Ulisse" per raccontare il personaggio di Maria Antonietta, dimostra di essere interessato unicamente a parlare con il pubblico, che è di fatto il suo unico interlocutore, dando un calcio all'oramai datato adagio pronunciato dall'ex ministro dell'economia Giulio Tremonti, quello che con la cultura non si mangi:

I programmi devi farli bene, scendendo dal piedistallo, con la convinzione che la cultura è di tutti. Ottieni i risultati soltanto se c’è qualcuno dall’altra parte. Ho una grande squadra di lavoro (autori, collaboratori, il regista), ma il successo si deve alle persone che ci seguono. La tv è uno specchio: diamo cibo a chi ha fame.