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Al Bano: “Sarò alla prossima edizione di The Voice e mi preparo per Sanremo”

In una intervista al settimanale “Sogno”, in cui anticipa anche la volontà di prepararsi per partecipare al prossimo Festival di Sanremo, Al Bano conferma la partecipazione come giudice alla prossima edizione di The Voice of Italy, che per la prima volta aprirà ai concorrenti over 60. E sulla figlia Jasmine: “È bravissima, ha già 600 mila follower”.
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Al Bano conferma la sua partecipazione alla prossima edizione di "The Voice of Italy" in qualità di giudice. Lo conferma al settimanale "Sogno" in una intervista in cui anticipa anche la volontà di prepararsi per partecipare al prossimo Festival di Sanremo. La prossima edizione di The Voice of Italy apre anche ai concorrenti over 60, sarà una grande novità.

Le parole di Al Bano

Le perplessità di Al Bano sul mondo della musica e il suo futuro: "Voglio partecipare al Festival di Sanremo". Ma per quanto concerne la musica, intesa come i concerti dal vivo che lui stava continuando ad avere in giro per il mondo è tutto fermo.

La musica purtroppo è momentaneamente morta. Meno male che abbiamo questo patrimonio antico. Tra gli artisti di musica leggera, sono tanti quelli che stimo: da Celentano a Morandi a Ranieri a J-Ax e Rovazzi. Gente bravissima e interessante, nonostante la diversità di generi musicali.

La carriera di Jasmine, la figlia avuta da Loredana Lecciso

Jasmine è la figlia che Al Bano ha avuto da Loredana Lecciso. Il suo brano "Ego" è stato uno dei più ascoltati lo scorso luglio (qui l'intervista a Fanpage.it in cui Jasmine ci parla della sua carriera). Al Bano parla di sua figlia con orgoglio, rivelando che il brano ha raggiunto più di 260 mila visualizzazioni e che sui social, Jasmine è molto seguita (circa 600 mila follower):

Mia figlia Jasmine ha fatto un brano rap che ha già più di 260 mila visualizzazioni, e lei ha 600 mila follower. Si è messa in contatto con il mio direttore artistico Alterisio Paoletti, lui ha preparato la base e per il resto lei ha fatto tutto da sola. Ai miei tempi c’era a Milano, a via dei Piatti, una casa discografica che metteva a disposizione un gabbiotto. Entravi lì e con tremila lire potevi farti un acetato. È così che per la prima volta sentii la mia voce.

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