A metà novembre, sul canale 33, una nuova rete farà capolino nel già foltissimo bouquet di reti che il digitale terrestre italiano è in grado di offrire, si tratta di Agon Channel Italia, di cui si sente parlare da qualche mese con una certa insistenza e, il perché, è facile da intuire: nata a Tirana, in Albania, dall'investimento dell'imprenditore italiano Francesco Becchetti, è di fatto uno dei primi esempi di delocalizzazione televisiva messo in atto in Europa. O quantomeno è il caso più eclatante di emigrazione al contrario, come la definiva Saverio Tommasi nel suo bel reportage, in cui visitava la redazione di Agon. Da mesi la televisione albanese sta mettendo a segno grossi colpi di mercato dell'etere, per dare corpo al progetto dello sbarco in Italia, mettendo sotto contratto personaggi, volti noti del piccolo schermo nostrano, al servizio di una programmazione concepita con idee molto chiare, ma soprattutto una, quella della produzione autonoma dei contenuti. Tanti talent, infotainment, news, sport, questi i vettori principali sui quali si fonderanno i palinsesti della rete, che pur avendo una sede distaccata a Roma, verrà prodotta principalmente a Tirana, dove lavorano 400 tra tecnici, registi, giornalisti e impiegati albanesi, ai quali sono stati aggiunti altri cinquanta componenti per la Agon italiana, scelti con casting itineranti che hanno attraversato il Belpaese durante il corso di tutta l'estate. E inoltre niente film e talk show tradizionali.

Sappiamo già che Alessio Vinci è stato tra i primi a sposare il progetto di Agon allorquando due anni fa circa decise di accettare l'offerta a diventare responsabile dell'area news e conduttore di alcuni programmi nella versione albanese. L'ex conduttore di Matrix sarà tra coloro che non faranno parte dell'avventura italiana perché a ricoprire il suo ruolo al canale in arrivo sul digitale terrestre ci sarà Antonio Caprarica, ex volto storico Rai che abbandonò il servizio pubblico sbattendo la porta, poco più di un anno fa. La notizia è delle ultime ore ed accresce, senza dubbio, il valore dell'offerta proposta dal canale.

Ferilli, Pupo e Corvaglia: i volti della rete

Ma le novità più grosse arrivano sul fronte dell'intrattenimento, dove Agon ha messo a segno alcuni colpi certamente importanti per la realizzazione di un palinsesto competitivo a tutti gli effetti. Ad occuparsi del settore dedicato ai quiz giochi televisivi Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, sul cui passato artistico non v'è bisogno di soffermarsi e che nell'ultimo decennio ha maturato grossa esperienza in Rai proprio nel campo specifico. Ad occuparsi di uno dei talent, dedicato ai bodyguard, sarà un'altra conoscenza della nostra tv, Maddalena Corvaglia, ingaggiata già da diversi mesi. Ma in realtà, la punta di diamante del progetto sembra essere Sabrina Ferilli, assoldata definitivamente poche settimane fa, che condurrà il programma del sabato sera Kontrata, durante il quale intervisterà un personaggio pubblico o del mondo della politica, strappando una promesso, dunque un contratto. Sembra essere davvero il salto di qualità cui la Ferilli dimostrava voler ambire di recente, ed è probabilmente il passo che la allontana definitivamente dalla tv italiana, in particolare da Amici, dove era giudice da due anni.

Un talent sul calcio con Marco Materazzi

Ma che talent sia la parola chiave di Agon Channel, lo si può intuire dando un'occhiata al sito ufficiale della rete, dove c'è una pagina interamente dedicata ad una manciata di format in cui si metteranno alla prova attori, giornalisti, bodyguard appunto, comici, ma soprattutto calciatori. Idea non innovativa in assoluto, visti i precedenti di Mtv e Italia 1, il talent calcistico di Agon Channel ha due elementi che possono valorizzarlo. Ambientato a Londra, vedrà gli aspiranti allenarsi con la squadra di cui Becchetti è proprietario, il Leyton Orient, potendo contare su un volto di riferimento molto noto nel mondo del calcio: Fabio Cannavaro o, più probabile, Marco Materazzi.

Rischio imitazione, il caso "Che tempo che fa"

Agon Channel non sarà dunque sovrastrutturata, così come Becchetti definisce buona parte delle reti italiane. Se vi state chiedendo cosa significhi, si tratta del succo della sua operazione, perché vuol dire crearsi i format televisivi in casa, non andarli ad acquistare all'estero, quindi ridimensionare le spese. Idea da premiare, se non fosse per quelle piccole polemiche che hanno visto la rete protagonista qualche mese fa, quando dall'Italia arrivò l'accusa di un plagio televisivo, ovvero la copia di Che Tempo che Fa, decisamente simile al Krasta show in onda sulla tv albanese. Insomma, la speranza è che Agon Channel possa apportare nuove idee, esportare un nuovo modo di fare televisione, che possa far leva sulla sostanziale manodopera a basso costo, almeno se confrontata a quella italiana. A fronte di contratti locali di 800 euro mensili (il costo della vita è di 300 euro al mese) il proprietario, in un'intervista di due settimane fa a Tv Blog ha affermato: "Gli italiani avranno contratti italiani".