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Aggressione a troupe Striscia la notizia, Luca Abete: “Picchiato, preso a calci, pugni e schiaffi”

Nella puntata di Striscia la notizia, trasmessa il 15 giugno, è andato in onda il filmato dell’aggressione subita da Erica senza K e Luca Abete. I due inviati e il cameraman Simone erano impegnati nella realizzazione di un servizio su un autosalone a San Marco Argentano, in provincia di Cosenza. Ecco il racconto di quanto accaduto.
A cura di Daniela Seclì
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Striscia la notizia, nella puntata trasmessa lunedì 15 giugno, ha trasmesso le immagini dell'aggressione subita dagli inviati Erica senza K e Luca Abete. Si stavano occupando di documentare le attività di un autosalone a San Marco Argentano, provincia di Cosenza, che secondo il tg satirico potrebbe rientrare tra quelli che riducono i chilometri che appaiono sul contachilometri di un'auto usata, in modo da poterla rivendere a un prezzo superiore.

Erica senza K minacciata e picchiata

Il filmato, andato in onda lunedì 15 giugno, mostra l'inviata Erica senza K fare visita all'autosalone della provincia di Cosenza per chiedere spiegazioni su alcune stranezze riscontrate. Gli animi si sono riscaldati quasi subito. I proprietari, infatti, le hanno chiesto di abbassare la telecamera. Poi le urla del proprietario: "Uscite fuori". La situazione è degenerata in rissa. L'inviata ha provato a placarli: "Non c'è bisogno. Fermi. Chiamate la polizia". E ha provato a difendere il cameraman Simone: "La prego, è un ragazzo". Erica ha anche preso uno schiaffo in pieno viso. A Simone, il cameraman, sono stati dati sei giorni di prognosi a Erica dieci. I carabinieri sono a lavoro per accertare le responsabilità

La testimonianza di Luca Abete

Nel corso della puntata di Striscia la Notizia, è andata in onda anche la testimonianza di Luca Abete. L'inviato, che ha partecipato a quel servizio come cameraman, si era posizionato a una ventina di metri di distanza per riprendere tutto ciò che stava accadendo. Purtroppo, secondo quanto racconta, il fratello del titolare dell'autosalone (a bordo di un'auto bianca), si sarebbe accorto di lui e da lì sarebbe cominciato un incubo:

"È sceso e ha cominciato a minacciarmi e inseguirmi. Io sono scappato con tutte le mie forze. Ho cercato di trovare riparo nel parcheggio di un centro commerciale, ma la macchina bianca era alle mie spalle e mi stava raggiungendo. A bordo c'erano il titolare e il fratello. Poi è arrivato un suv grigio e speravo ci fosse qualcuno che potesse portarmi via da quel guaio, ma così non era. A bordo c'era lo zio che accelerava sempre di più. Quando ho capito che rischiavo di essere investito, sono tornato in strada riprendendo la mia corsa. Non potendo più inseguirmi con l'auto, mi hanno inseguito a piedi. A un certo punto è successo l'incredibile, è scesa una persona anziana da una macchina tutta rotta. Aveva una pistola in mano e me l'ha puntata, temendo noi stessimo inseguendo lui. Quando ho spiegato chi fossi e che gli inseguiti eravamo noi, ha puntato la pistola verso i tre che mi inseguivano. Ne ho approfittato per scappare. Una persona mi ha dato un passaggio poi mi ha fatto scendere perché temeva le ripercussioni di queste persone che giudicava come pericolose. Ho cercato fortuna in un capannone industriale, ma purtroppo non c'era nessuno. Ho sentito la frenata brusca della macchina che mi aveva raggiunto. Tre persone, il titolare, il fratello e un'altra persona, mi hanno aggredito, picchiato, preso a calci, pugni, schiaffi e sono caduto. Quando ero a terra, mi hanno strappato la telecamera da mano e l'hanno portata via. Per fortuna, per inseguire me, hanno lasciato Erica e la troupe che sono riusciti a scappare e poco dopo mi hanno recuperato. Sono felice che sia andato tutto bene e sono sempre più convinto che con la violenza non riusciranno mai a fermarci".

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