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Ad X Factor 2013 i veri protagonisti sono i giudici, ci risiamo!

Un tempo l’X Factor si cercava nei talenti in gara, oggi pare si cerchi compulsivamente nelle performance dei quattro giudici dietro il bancone. Perché, ad un certo punto, lo show deve sempre prendere il sopravvento?
A cura di Eleonora D'Amore
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Siamo alle solite! Un tempo avevamo X Factor, talent show di successo, uscito fuori dalla nicchia grazie alla scelta musicale e alla cura certosina applicata alla ricerca dei talenti. Un tempo, non molto lontano, avevamo un team di giudici "disciplinati", che impiegavano il loro tempo a formare i ragazzi sui brani, sulla loro presenza scenica e, spesso (soprattutto nel caso di Morgan), pronti a colmare il "gap generazionale" che emergeva riguardo la cultura musicale internazionale. Un tempo, proprio all'inizio, le voci sul palco arrivavano di frequente nelle case dei telespettatori e non venivano scavalcate da quelle dei giudici, intenti a difendere le loro ragioni.

Oggi, invece, sembra che la situazione stia sfuggendo di mano e che i giudici abbiano completamente preso il sopravvento sui loro allievi, a tal punto da oscurarne esibizioni, interventi ed emozioni. La scorsa puntata di X Factor è stata un chiaro esempio dell'oggetto in questione. Il tema della serata: i favolosi anni 90. Elio in tenuta scozzese, Mika di velluto vestito, Morgan in pieno stile David Bowie (con tanto di calzamaglia e body) e una Ventura nel suo consueto stile rock-dark. La prima parte della puntata è trascorsa principalmente parlando di questo e a poco sono serviti gli sforzi dei talenti sul palco per catalizzare un'attenzione ormai svanita alla prima discesa dei mentori dalla scala sfavillante degli studi Sky.

Seconda parte. Mika interpella la Ventura in merito ad alcune scelte "di merda". Il delirio. Il noto cantante è diventato all'improvviso il guru della disarmante, quanto irresistibile, schiettezza, osannato al grido di "stop al finto perbenismo, rivogliamo le parolacce in tv e chi dice la verità #cazzo" (l'hashtag ormai è d'obbligo). Orde di fan intenti a commentare i perché e i per come di questa baruffa, continuata ad oltranza con le frecciatine al vetriolo della Ventura. I talenti intanto, affannati e preoccupati del loro destino, continuavano a credere di essere ancora protagonisti di una gara canora, non calcolando che lo show aveva totalmente sopraffatto il talent e che la loro bravura (o meno) non era granché messa in discussione rispetto alla scelta dei brani fine a se stessa (anche questa ovviamente a carico dei giudici).

Certo è che il ruolo del giudice o di chiunque messo in cattedra a valutare l'operato altrui non è mai semplice, in special modo se si tratta di volti noti e mediaticamente esposti, ma si oltrepassa il limite laddove, sebbene in cattedra, ci si aspetta o si manifesta il timore di essere giudicati a propria volta. In special modo quando si ha un occhio di bue puntato addosso. Va da sé che la polemica scoppiata intorno ad Amici qualche anno fa , con la palesata necessità di riportare i talent al loro primordiale splendore, pare non essere bastata.

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