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Festival di Sanremo 2021
7 Marzo 2021
01:08

Achille Lauro nell’ultimo quadro di Sanremo, di chi sono le voci che lo attaccano fino a sanguinare

L’ultimo quadro di Achille Lauro al Festival di Sanremo 2021 è dedicato all’umanità tutta con la stessa carne debole trafitta da una rosa rossa, simbolo di critiche e ingiurie che possono colpire mortalmente. Il cantautore si è inginocchiato davanti al sipario della vita e ha iniziato a sanguinare, sporcando la camicia immacolata e contraendosi fino a reclinare il capo.
A cura di Eleonora D'Amore
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Festival di Sanremo 2021

L'ultimo quadro di Achille Lauro al Festival di Sanremo 2021 è dedicato all'umanità tutta con la stessa carne debole trafitta da una rosa rossa, simbolo di critiche e ingiurie che possono colpire mortalmente. Il cantautore si è inginocchiato davanti al sipario della vita e ha iniziato a sanguinare, sporcando la camicia immacolata e contraendosi fino a reclinare il capo. Quando ha aperto la giacca e ha mostrato la rosa che gli attraversava la carne, poco prima di vedere le gocce di sangue scendere sul busto, si sono sentite le voci di chi nel corso di questi anni lo ha attaccato.

Le voci che attaccano Achille Lauro prima di sanguinare

Jimmy Ghione di Striscia la Notizia apre con un “Cosa ne pensa, questa canzone che inneggia alla droga” tratta dall'intervista a Matteo Salvini dell'8 febbraio 2019, quando Achille Lauro era in gara a Sanremo con il brano Rolls Royce;  poi Red Ronnie che dice “Achille Lauro è un artista di cui non comprerei mai dischi” (tratta da un'intervista dell'Huffpo dello stesso periodo festivaliero); “Achille Lauro fai schifo, Achille Lauro sei una vergogna. Dovrebbe stare in galera” lo dice Maurizio Gasparri in un video Facebook del 2020 e “Mi fa schifo solo l’idea” è Salvini in risposta a Ghione nell'intervista di cui sopra.

Dio benedica solo noi, Esseri umani – il monologo finale

È giunto il nostro momento. La nostra stessa fine in questa strana fiaba.
La più grande storia raccontata mai. Maschere dissimili recitano per il compimento della stessa grande opera.
Tragedia e commedia. Essenza ed esistenza. Intesa e incomprensione.
Elementi di un'orchestra troppo grande per essere compresa da comuni mortali. È giunto il nostro momento.
Colpevoli, innocenti. Attori, uditori. Santi, peccatori.
Tutti insieme sulla stessa strada di stelle. Di fronte alle porte del Paradiso.
Tutti con la stessa carne debole. La stessa rosa che ci trafigge il petto.
Insieme, inginocchiati davanti al sipario della vita. E così sia.
Dio benedica Solo Noi.
Esseri Umani.

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