La polemica della scorsa settimana a "Ballando con le Stelle" era nata nel nome di Suor Cristina, mossa dal giudice Ivan Zazzaroni. Nel corso della settimana santa la suora aveva infatti disertato il programma, visti gli impegni per la liturgia. La sua esibizione era così andata in onda in versione registrata e il giornalista sportivo si era rifiutato di dare il suo voto.

Nella puntata del 27 aprile Suor Cristina è tornata a ballare in diretta, ricomponendo il quartetto con Stefano Oradei, Giulia e Gessica. Puntuale, a fine esibizione Milly Carlucci ha dato immancabilmente parola a Zazzaroni, che è tornato sulla sua scelta della scorsa settimana, spiegandone il senso e spogliandola di personalismi:

Vorrei dire che nessuno ha mancato di rispetto all'abito che porti. Se avessi avuto un atleta impossibilitato a venire qui, mi sarei comunque rifiutato di votare. Continuo a non capire il senso delle due ballerine e ho trovato che sia un po' la solita minestra. Inoltre questo ballare in quattro mi fa un po' uscire da Ballando con le Stelle, come fosse Suor Cristina e la sua band.

Suor Cristina non si è affatto scomposta, ribattendo serafica: "Rispetto il tuo modo di pensare, ma mi fai venire in mente Neruda quando dice che lentamente muore chi è schiavo dell'abitudine. Milly quest'anno ha cercato una novità, non esiste un solo tipo di danza, ne esistono tante". Proseguendo il dibattito Zazzaroni ha risposto: "Noi di novità ne abbiamo viste tante, ma questa mi pare una cosa fuori da Ballando, mi mancano i parametri". Quindi Suor Cristina ha chiosato:

Il tuo problema devi risolverlo con la produzione, perché io sono stata solo invitata qui. Io non avrei mai accettato di ballare in coppia. Siamo tutti fratelli e sorelle, io ogni giorno abbraccio tante persone. Non è tanto cosa si fa ma come si fa. Il senso del pudore è soggettivo. Io ho una grande responsabilità: rappresento la Chiesa e non posso strusciarmi addosso a Stefano.

A quel punto la concorrente di "Ballando con le Stelle" si è avvicinata a Zazzaroni per un abbraccio riparatore, al quale il giornalista non si è affatto sottratto, come a ribadire che la sua fosse una polemica di concetto, non rivolta a una singola persona.