Tutti abbiamo un ricordo di Beautiful, nessuno escluso. La soap in onda per la prima volta su Canale 5 dal 4 giugno 1990 festeggia i 30 anni di trasmissione in Italia, stabilendo un record assoluto in termini di longevità per le serie Tv e certificando il proprio status di soap opera per eccellenza. Non la prima del genere, visti parenti più adulti come Sentieri, Dinasty, Dallas, Febbre d'amore, ma certamente quella che meglio di tutte le altre è riuscita a penetrare l'immaginario collettivo, incidendo profondamente sulla nostra concezione della rappresentazione televisiva, sul linguaggio, sulla capacità di sospensione dell'incredulità.

Ognuno di noi, si diceva, ha un'immagine, un singolo frame, un nome tra i personaggi di Beautiful impresso nella memoria, per un qualsivoglia motivo. Il mio era un'imposizione materna: a pranzo, per qualche anno, Beautiful ha dominato incontrastata. Nella mia mente è impressa una scena specifica che risale al 1994, quando tra i personaggi c'era Kabir Bedi ad interpretare il principe del Marocco Omar Rashid, il quale sposava Taylor dopo che questa aveva perso la memoria in seguito a un incidente aereo. Incredibile coincidenza vuole che Ridge, sposato con Taylor prima che questa avesse un incidente dal quale si credeva non fosse sopravvissuta, si ritrovi ospite del principe Rashid in occasione del viaggio di nozze per il suo matrimonio con Brooke, avvenuto proprio dopo la presunta morte di Taylor. Il picco emotivo si raggiunge quando Ridge si rimira in uno degli specchi della dimora di Rashid, inconsapevole che dietro a quello specchio, come nelle scene degli interrogatori nei commissariati di polizia, ci sia ad osservarlo proprio Taylor, di fatto rapita dal principe, che disperatamente si dimena per essere vista da Ridge.

Il senso del successo eterno di Beautiful

La sintesi è stata più complicata di quanto credessi, ma se non ci avete capito nulla, non preoccupatevi perché fa parte del gioco. Il senso di questo ricordo personale è probabilmente la chiave per spiegare l'eterno successo di Beautiful, diventata la soap opera per antonomasia nel momento in cui ha iniziato ad infrangere la soglia del verosimile e immaginare risvolti narrativi prossimi all'assurdo.

In Beautiful è avvenuto più volte il miracolo della resurrezione dei personaggi, alcuni hanno fatto visita ai vivi dall'aldilà, si è raggiunto il più alto tasso di divorzi per singola famiglia e hanno preso forma rapporti ai confini con l'incesto: suoceri che diventano mariti, nuore che diventano mogli, amori che nascono tra parenti inconsapevoli di esserlo.

Beautiful ha cambiato il nostro modo di parlare

La consacrazione definitiva delle vicende dei Forrester è insomma avvenuta nel momento in cui la soap si è volontariamente trasformata in un trionfo di illogicità che, tuttavia, si sono innestate nel linguaggio quotidiano, modificando il glossario delle nostre conversazioni. Beautiful è diventato il termine di paragone utilizzato per sottolineare una situazione assurda della vita reale, così come Brooke, al pari di una moderna Messalina, ha assunto i tratti della mangiatrice di uomini che ottiene tutto ciò che vuole grazie alle sue qualità seduttive. E Stephanie, a sua volta, rappresenta l'emblema di una madre e suocera in grado di controllare silenziosamente le dinamiche della famiglia e che sceglie, di fatto, gli amori dei suoi figli. Tutti i personaggi del mondo di Beautiful incarnano vizi e virtù, eccessi o difetti di moralità di largo consumo che abbiamo utilizzato per raccontarci in via semplificata alcuni momenti della nostra vita, o quella degli altri.

Il boom di Beautiful dopo il passaggio a Mediaset

C'è un dettaglio non irrilevante, inoltre, sui 30 anni di Beautiful. Bisogna ricordare che la soap era arrivata in Italia prima del 1994, precisamente nel 1990, in onda per quattro stagioni su Rai2. L'esplosione definita è però avvenuta con il passaggio a Mediaset, che ne ha acquisito i diritti e l'ha resa un pilastro assoluto della programmazione di Rete 4 prima e di Canale 5 poi. Il trionfo di popolarità di Beautiful coincide con l'epopea delle Tv di Berlusconi, che più di ogni altra cosa hanno segnato la cultura italiana negli ultimi decenni.