"Ma come è bello qui, ma come è grande qui, ci piace troppo ma…non è la Rai". Non è la Rai, il programma cult degli anni '90 andava in onda per l'ultima volta nella sua storia il 30 giugno 1995, tra i larghi sorrisi di Ambra Angiolini che nascondevano in realtà un mare di lacrime. Quattro edizioni per uno show ideato e diretto da Gianni Boncompagni che fece la fortuna dell'allora Fininvest, che scorporerà le sue attività in Mediaset soltanto un anno più tardi, nel 1996.

Le ragazzine scosciate che attiravano la pubblicità

Ragazze giovanissime ballavano scosciate dopo pranzo, diventando il sogno delle adolescenti e dei ragazzini ma soprattutto degli adulti. Indimenticabile e illuminante, in questo senso, una sequenza di 1992 in cui il pubblicitario Leonardo Notte, interpretato da Stefano Accorsi, convincerà un grosso cliente di Publitalia che è quello il programma a cui affidare i suoi spot perché l'Italia "è un paese di pervertiti cinquantenni che sbavano davanti alle cosce nude delle ragazzine". Si, è stato anche questo "Non è la Rai" ma si fa prima a dire che fu il programma che lanciò i volti, insieme a quello di Ambra Angiolini, di Laura Freddi, di Alessia Merz, di Sabrina Impacciatore, di Claudia Gerini. E ancora Romina Mondello, Michela Andreozzi, Antonella Mosetti, Pamela Petrarolo, che sembrava potesse spaccare il mondo all'epoca.

La canzone di Vasco Rossi dedicata al mondo di Non è la Rai

Il clamore e la spaccatura che ci fu in Italia per il successo di "Non è la Rai" fu tale che persino Vasco Rossi decise di scrivere una canzone a quel mondo. "Delusa" era chiaramente un riferimento alla trasmissione, citando espressamente Gianni Boncompagni e il suo status: "Però quel Boncompagni lì, secondo me…". Proprio Gianni Boncompagni rispose l'anno successivo con la sigla "Affatto Deluse" e il cambio della strofa: "Però quel Vasco Rossi lì, secondo me…". 

Le reazioni di Gianni Boncompagni

Ovviamente, furono in molti a obiettare che il programma di Gianni Boncompagni finiva per restituire un'immagine mercificata e stereotipata delle donne. Lo stesso Boncompagni, in una intervista a "Famiglia Cristiana", restituì tutte le critiche al mittente: "Dicono che propongo "un insopportabile clima da gita scolastica in torpedone". E allora? Cosa c'è di male? Sono d'accordo, solo che toglierei il termine insopportabile. E poi abolirei la parola volgare, perché io pretendo da tutti i miei collaboratori delle inquadrature castissime". A 25 anni dall'ultima puntata di "Non è la Rai", la trasmissione ha segnato indiscutibilmente l'immaginario collettivo di almeno tre generazioni. E continua a farci discutere.