"Death is the Enemy", l'atteso sesto episodio di "Game of Thrones", è già disponibile online e questa volta non si tratta di pirati informatici o di dipendenti malintenzionati (come accaduto in India), siamo nei fatti di fronte ad una vera e propria azione maldestra. La divisione spagnola di HBO ha reso disponibile in on demand l'episodio di domenica (lunedì per l'edizione italiana), ovviamente per errore. È rimasta a disposizione per una sola ora, ma tanto è bastato per catturarlo e diffonderlo attraverso i soliti mezzi.

Ora una riflessione. Come è possibile che questa stagione, già breve e programmata in un periodo insolito per una produzione del genere, sia stata martoriata da leak, attacchi informatici e altre diavolerie, in maniera così sistematica? Episodi piratati e resi disponibili con giorni d'anticipo, sceneggiature per intero pubblicate in versione testuale e audiobook dai vari appassionati, hanno finito per rovinare la narrazione a molti ma, come nella legge della dinamica, si è quasi verificato "un effetto uguale e contrario": il pubblico si è riversato in massa ‘on air', seguendo la messa in onda ufficiale. Gli ascolti sono ai massimi storici, così come il talking about.

L'episodio 6 è pieno di ‘major spoiler', colpi di scena fondamentali per il proseguimento della serie e che qui non riveleremo. Viene da pensare che, visti i risultati dei dati d'ascolto, HBO stia quasi mollando la presa di proposito, come fosse una sorta di strategia. Perché il danno maggiore, quello delle sceneggiature trafugate e diffuse online dopo appena due episodi, è stato già fatto e l'effetto è stato enorme: spettatori in crescita. Siamo pronti a scommettere che anche lunedì prossimo, il network di proprietà della Time Warner sorriderà nuovamente nel guardare i grafici dei ratings.