Dopo la presenza di Fabrizio Corona nella prima puntata, il secondo appuntamento con "Live – Non è la D'Urso" prosegue nel filone dei personaggi controversi. Mercoledì 20 marzo, sono protagoniste Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile, al centro di un "due contro tutti" che le vede sottoporsi alle domande degli ospiti. Non si tratta in realtà della prima apparizione televisiva per le due televenditrici, condannate per truffa e tornate libere da diversi anni. Ripercorriamo la loro carriera e i relativi guai giudiziari.

La carriera in tv e le accuse

Nativa di Castel Guelfo di Bologna, la Marchi vede esplodere la sua popolarità negli anni 80, quando si impone come la regina delle televendite con una trasmissione televisiva interamente dedicata ai prodotti da lei sponsorizzati, il Wanna Marchi Show, trasmessa su Rete A. Lo stile scatenato e appariscente con cui tentava di convincere gli spettatori ad acquistare creme "scioglipancia" e prodotti dimagranti basati sul tarassaco la rende una sorta di icona trash dell'epoca, tanto famosa e popolare a livello nazionale da incidere il singolo " D'accordo?!" (dal suo celebre motto) e apparire nella parodia I Promessi Sposi del trio Marchesini- Solenghi -Lopez nel ruolo di un'imbonitrice che vende prodotti per curare la peste. Il periodo d'oro continua per tutti gli anni 90, ma nel 2001 Striscia la Notizia dichiara guerra alla società costituita dalla Marchi, dalla figlia Stefania Nobile e dal "Maestro" brasiliano Mário Pacheco do Nascimento, accusandoli di truffa.

La condanna

Al centro dei reportage del tg satirico c'è la vendita televisiva, da parte delle Marchi, di numeri fortunati per il gioco del lotto, talismani, amuleti e kit contro le influenze maligne. Attraverso registrazioni telefoniche e servizi con telecamere nascoste, l'inchiesta svela che la Asciè srl, la società in questione, induce diverse persone a pagare alte somme di denaro in cambio di bustine di sale da cucina, rametti di edera e altri oggetti atti a "scacciare il malocchio". In seguito al grande clamore suscitato da Striscia, la Guardia di Finanza avvia un'indagine per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all'estorsione (quest'ultimo reato poi derubricato a truffa aggravata). Mentre do Nascimento fugge in Brasile, le due teleimbonitrici vengono processate e condannate in via definitiva nel 2009 dalla Corte di Cassazione: 9 anni e 6 mesi di reclusione per la Marchi, 9 anni e 4 mesi per sue figlia, 3 anni per Francesco Campana (ex convivente di Wanna). Nel 2010 le due vengono inoltre condannate per bancarotta fraudolenta. Stefania Nobile trascorre solo alcuni mesi in carcere, per poi essere ricoverata in ospedale per problemi di salute e finire la sua pena ai domiciliari. Nel 2011 la Marchi ottiene il regime di semilibertà e la possibilità di lavorare nel ristorante di Davide Lacerenza, fidanzato della figlia.

Il ritorno in tv e l'esclusione dall'Isola dei Famosi

Già nel 2015, Wanna e Stefania tornano in televisione come conduttrici del programma Ora parlo io sul canale iTV Italia. Le due appaiono inoltre al Maurizio Costanzo Show e la Marchi è protagonista di un altro programma di Costanzo, L'intervista, mentre la Nobile interviene nel salotto della D'Urso a Domenica Live. Nel 2017, la notizia della partecipazione di madre e figlia all‘Isola dei Famosi  scatena però un vespaio di polemiche senza precedenti, tanto che Mediaset comprende di aver osato troppo, fa marcia indietro e le esclude dal cast. Le due non la prendono affatto bene: "Oggi siamo due cittadine oneste e pulite che hanno bisogno di lavorare".

Stefania Nobile soffre di artride reumatoide

Nel corso di un'apparizione al Costanzo Show, Stefania Nobile ha svelato di soffrire di artrite reumatoide. Si tratta di una grave infiammazione cronica e progressiva che colpisce le articolazioni, nota anche perché è il male che ha afflitto la comica Anna Marchesini nei suoi ultimi anni di vita: "Quando ho sentito della sua morte è stato per me un duro colpo", spiegò la Nobile, "perché mi è stata sbattuta in faccia ancora una volta la mia malattia. Non è facile, ma lotto".