Ennesima aggressione subita da Vittorio Brumotti: a differenza di altre analoghi episodi che lo avevano visto uscirne illeso, stavolta la scelta di documentare lo spaccio di droga è costata cara all'inviato di Striscia la Notizia, che è finito addirittura in ospedale. Nel corso di un servizio realizzato a Milano, Brumotti sarebbe stato colpito alla testa, tanto da essere ricoverato al Niguarda.

La dinamica dell'aggressione

Come riporta il Corriere della Sera, Brumotti stava girando un filmato per il tg satirico, come di consueto in sella alla sua bicicletta. Si trovava in zona Porta Venezia, area centrale del capoluogo lombardo, quando sarebbe stato aggredito e percosso in testa da un bastone. Immediato l'arrivo delle forze dell’ordine e l'intervento del 118: l’inviato televisivo è stato trasportato in ambulanza all'ospedale Niguarda di Milano. Le condizioni non sarebbero comunque gravi, dal momento che Brumotti risulta ricoverato in codice verde.

Pochi giorni prima l'aggressione sui Navigli di Milano

L'inviato era peraltro stato vittima di un'altra aggressione, solo pochi giorni prima, mentre si trovava sempre a Milano, in zona Navigli. Anche in quel caso era andato a effettuare un servizio sul traffico di stupefacenti: "Documentando lo spaccio di via Gola a Milano mi sono imbattuto in un gruppo di abitanti abbastanza turbolenti", aveva spiegato agli spettatori. Contro di lui, insulti e sassi lanciati, con conseguente arrivo sul posto della polizia. Lo scontro aperto con gli spacciatori di tutta Italia è ormai un'abitudine per Brumotti, che nel corso degli ultimi anni è stato vittima di aggressione in diverse occasioni. Lo scorso gennaio, a Monza, venne addirittura attaccato con un coltello e un cameraman di Striscia la Notizia rimase ferito. "A chi mi chiede chi me lo fa fare di rischiare la vita, rispondo che la mia benzina sono le migliaia di segnalazioni che arrivano ogni settimana da cittadini esasperati di tutta Italia", ha dichiarato spiegando i motivi che lo spingono a continuare il suo operato, che non si è fermato neppure durante il lockdown.