A meno di una settimana dal debutto, Mara Venier si ritrova ad affrontare la prima bagarre in merito alla nuova edizione di Domenica In che porta la sua firma. Nel corso del talk show iniziale in stile “Arena” che è andato in onda nella prima parte della puntata del 16 settembre 2018 si è discusso in studio del caso Asia Argento. Riflettori puntati su alcuni dei termini pronunciati in fascia protetta (erano le 14 circa), tra i quali “passera” e “cunnilingus”. A sollevare il caso è stato il deputato del Pd Michele Anzaldi che aveva biasimato l’accaduto e sollecitato un intervento dell’Ad Fabrizio Salini e dell’Agcom. Nella lettera il parlamentare aveva anticipato un’interrogazione in Vigilanza dopo avere riportato “le lamentele di diversi telespettatori, attraverso i social network, per la trattazione di tematiche riguardanti il sesso, anche con valutazioni esplicite, in piena fascia pomeridiana, quando spesso le famiglie sono riunite di fronte alla tv a tavola o dopo pranzo”.

Il commento piccato di Asia Argento

Nemmeno la Argento aveva manifestato apprezzamento rispetto al talk allestito in fascia protetta sul caso delle presunte molestie a Jimmy Bennett. A poche ore dalla messa in onda e in riferimento all’episodio in questione, l’ex giudice di X Factor aveva twittato: “Sinceramente sono abituata a NON GUARDARE questi ‘processi’ consumati in squallidi salotti televisivi e giocati sulla mia pelle”.

La replica di Mara Venier ad Anzaldi

Al Corriere della Sera, la Venier ha replicato all’interrogazione richiesta da Anzaldi: “Non conosco Anzaldi, ma sono felice di incontrarlo quando vorrà e sono pronta a farmi dare delle indicazioni. Si scandalizza se uno dice passera? Si è parlato anche di cunnilingus? Non l’ha capito nessuno a cosa si riferisse, è una parola che non conosce nessuno, si vede invece che Anzaldi la conosce molto bene”. Intanto, l’Ad Salini ha risposto ad Anzaldi mediante una lettera in cui fa sapere che quanto accaduto “nel rispetto dell’autonomia editoriale, è già stato portato all’attenzione delle strutture aziendali competenti”. Ha concluso specificando che “la programmazione della Rai deve sempre necessariamente distinguersi sotto il profilo della qualità”, anticipando quindi l’apertura di un’istruttoria che valuti il caso.