Non accade spesso che un'emittente televisiva replichi sui social ad un utente. Soprattutto se si tratta del servizio pubblico. Eppure Rai2, dal suo profilo Instagram ufficiale, ci ha tenuto a rispondere per le rime ad un follower che ha lasciato un commento dai toni sessisti e decisamente poco appropriati. In questione, un post che ricordava l'appuntamento con la partita di Bosnia – Italia delle qualificazioni di calcio femminile, in corso in questi giorni. "Tornano in campo le Azzurre", recita il post di Rai2. "Obiettivo consolidare la testa del girone e strappare il pass a #Euro2021. Da Zenica, Bosnia-Italia, in diretta dalle 15.45". Fra i commenti, non è passato inosservato quello infelice dell'utente: "Vadano a spazzare casa… Il calcio non è roba da donne, e non lo sarà mai". 

La risposta di Rai2 al commento sessista

"Solito sessista", "Maschilista", "Che buffone", si legge fra i commenti più in basso da parte degli altri utenti. Immediata la replica di Rai2, che ci ha tenuto a mettere in evidenza il carattere fortemente discriminatorio e fuori luogo di quelle parole. Ecco come ha risposto:

Gentile Virgilio, siamo sempre lieti che il nostro pubblico senta la necessità di interagire con noi ed esprimere le proprie opinioni sulle piattaforme social. Un mezzo tanto democratico, quanto coinvolgente. Spesso questo ci inorgoglisce e rende più bello il nostro lavoro. Ecco, non nel suo caso. A volte non è necessario esprimere il proprio pensiero, specie se offende persone o categorie di esse, distruggendo secoli di progresso raggiunto a fatica. Il silenzio è davvero la gentilezza dell’universo. Buona giornata.

La Rai sensibile alle tematiche sessiste

La televisione ha un ruolo fondamentale nella formazione della coscienza collettiva di un paese. Ne è convinta la tv pubblica, che annualmente mette in atto un monitoraggio sulla "Rappresentazione femminile nella programmazione televisiva", per trasmettere messaggi positivi di cambiamento rispetto alla discriminazione delle donne tv. L'8 marzo 2018 inoltre, è entrato in vigore il nuovo Contratto che regola il servizio pubblico radiotelevisivo e digitale, affidato alla Rai con una convenzione rinnovata ad aprile 2017 per dieci anni. L'obiettivo è verificare il rispetto della parità di genere in ogni tipo di programmazione.