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Ancora accuse contro Insinna: “Mi disse che i bambini down non sarebbero mai stati felici”

Striscia la Notizia continua ad attaccare Flavio Insinna, stavolta con la testimonianza di una signora che tentò di avvicinarlo per un progetto benefico. La donna ha raccontato di essere stata aggredita verbalmente dal conduttore.
A cura di Valeria Morini
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Come annunciato, Striscia la Notizia è tornata a parlare del caso di Flavio Insinna, di cui ha mostrato nuovi filmati. Dopo i fuorionda dei giorni scorsi in cui il conduttore insultava pesantemente una concorrente in una vecchia puntata di Affari Tuoi, ecco una nuova testimonianza che rischia di rovinare definitivamente l'immagine del conduttore Rai.

Moreno Morello ha incontrato una signora con cui Insinna ebbe un incontro tempo fa, incontro per lei decisamente traumatizzante. Così ha raccontato la donna:

Avevo contattato la sorella di Insinna per coinvolgerlo in un progetto di una onlus. Mi trovavo all'uscita dal teatro in cui aveva fatto uno spettacolo, per portargli una busta con tutto il materiale. Sono entrata in camerino e mi sono presentata. Lui ha iniziato a urlare e io non riuscivo a spiegarmi. A quel punto ha aperto la busta, mentre io cerco di spiegare che si tratta di uno spettacolo di ragazzi down. Ha iniziato a sbraitare dicendo: "Credi che questi ragazzi saranno mai felici?". Poi è uscito urlando e raccontando a tutti la beneficenza che aveva fatto in passato. Le persone presenti, che erano lì per un autografo, sono scappate via.

Flavio Insinna tra insulti agli autori e presunte bestemmie

Striscia ha quindi mandato in onda altri fuorionda da una puntata di Affari Tuoi del 23 novembre 2016, in cui Insinna litiga pesantemente con gli autori del programma e arriva a lanciare quella che, stando a quanto riportato dalle persone presenti davanti al monitor, sarebbe stata una bestemmia. La guerra di Striscia contro il conduttore non sembra dunque destinata a fermarsi, benché lo stesso Insinna si sia scusato pubblicamente definendo però i servizi del tg satirico "pornografia televisiva" fatta allo scopo di "cercare qualche straccio di punto di ascolto in più".

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