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Ultimo Tango a Parigi su Rai2, Carlo Freccero: “Moralmente obbligati a mandarlo in prima serata”

Andrà in onda il 21 gennaio su Rai2 “Ultimo Tango a Parigi” in versione restaurata e integrale. Si tratta di un piccolo evento televisivo, che il neo direttore di Rai2 Carlo Freccero ha sin da subito reso un simbolo della sua gestione e oggi, a poche ore dalla messa in onda, sottolinea il dovere dell’operazione di mandare in onda un film così discusso.
A cura di Andrea Parrella
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La messa in onda su Rai2 della versione integrale e restaurata di Ultimo Tango a Parigi, capolavoro di Bernardo Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider, si annuncia come un piccolo evento televisivo, che sta certamente passando sotto traccia, ma che meriterebbe maggiore attenzione per il suo valore simbolico. Il film non è mai stato trasmesso in onda in prima serata su una rete generalista e la decisione di farlo oggi non è casuale. Sia per onorare Bernardo Bertolucci, scomparso lo scorso novembre, sia perché la cosa assume un particolare valore in chiave strettamente televisiva, connessa all'arrivo di Carlo Freccero alla guida di Rai2.

Le parole di Freccero

Il ritorno di Freccero alla direzine della seconda rete pubblica ha avuto un impatto fortissimo sull'opinione pubblica, soprattutto grazie ai baluardi che Freccero ha scelto per rafforzare simbolicamente questa sua esperienza. Oltre al ritorno di Luttazzi e all'elemento sovranista, la messa in onda di un film da sempre controverso come quello di Bertolucci assume un ruolo altrettanto cruciale. Direttore che infatti ha voluto mettere un ulteriore sigillo sull'iniziativa, con un lungo video pubblicato sui social della rete: "Abbiamo il dovere morale di mandare in onda questo film".

I guai di Ultimo Tango a Parigi

Vanno ricordate, a tal proposito, le traversie del film negli anni Settanta. A causa del film, Bernardo Bertolucci passò numerosi guai: tra le altre cose, gli furono privati i diritti civili per cinque anni, per offesa al comune senso del pudore. Inoltre, molti anni dopo, l’attrice Maria Schneider raccontò di essere stata quasi violentata durante la scena più famosa del film, che la mostrava costretta a subire un rapporto anale. Affermazioni per le quali il regista si scusò per l'incomprensione in una famosa intervista.

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